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"Acaya: L'Oriente del Pensiero": da domani la prestigiosa mostra che animerà il Castello fino al 26 ottobre

  18/10/2013

E' stata presentata oggi, in conferenza stampa, a Palazzo Adorno, la mostra "Acaya: L'Oriente del Pensiero", evento promosso da Provincia di Lecce in collaborazione con Giardini Pensili, Regione Puglia, Unione Europea, Istituto di Culture Mediterranee, Castello di Acaya, Unione dei Comuni Terre di Roca ed Acaya, Nextab, Womb, Damage Good, Ramdom, Azienda Cazzetta, Associazione Amici dell'olivo secolare del Salento.

L'evento, in programma da domani sabato 19 ottobre a sabato 26 ottobre, tra il Castello di Acaya, il Liceo Capece di Maglie e l'azienda Cazzetta di Palmariggi, si compone di mostre, concerti, laboratori. (In allegato il programma completo).

Ad illustrare tutti i particolari dell'iniziativa sono intervenuti la vice presidente della Provincia di Lecce ed assessore alla Cultura Simona Manca, il direttore dell'Istituto di Culture Mediterranee Luigi De Luca, il presidente dell'Associazione Amici dell'olivo secolare del Salento Raffaele Cazzetta, la preside del Liceo "Capece" di Maglie Gabriella Margiotta, l'artista Mei Chen Tseng.

"Il castello di Acaya è per noi un luogo magico, che abbiamo affidato nelle mani capaci dell'Istituto di Culture Mediterranee, che ci garantisce una gestione sana e di alto livello culturale. In questo periodo dell'anno, che è di per sé un po' sonnacchioso, proponiamo ai salentini un'offerta culturale che unisce due mondi e che per la sua originalità saprà catturare l'attenzione dei visitatori", ha dichiarato la vice presidente ed assessore alla Cultura Simona Manca.

"Grazie alla mostra "Acaya: L'Oriente del Pensiero" il Castello di Acaya viene vissuto come un laboratorio per le arti, un posto speciale dove creare progetti che guardano al luogo non tanto come contenitore, ma come opera in sé. Acaya come spazio possibile per un'azione innovativa, un laboratorio permanente dove sperimentare innovazione e dove la tradizione può essere sinonimo di modernità", ha proseguito.

E per concludere: "Questo bene culturale ha nel suo dna la capacità di non essere estraneo al territorio, ma di essere una realtà capace di integrarsi perfettamente con ciò che lo circonda. Su questo processo culturale, che è un percorso difficile, stiamo già lavorando da tempo e siamo certi che ci porterà lontano".


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