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Omfesa. Manca: "Basta perdere tempo con inutili trasferte. La priorità è individuare un imprenditore che si faccia carico dell'azienda"

  11/04/2014

"Un nuovo nulla di fatto, un nuovo tavolo ministeriale che ha registrato l'assenza delle parti fondamentali alla trattativa, un altro inutile viaggio della speranza dal Salento a Roma. Pur apprezzando la buona volontà di Bellanova e Capone, dico che è ora di mettere un punto a queste "passeggiate" romane, a queste trasferte nella capitale per incontri che non smuovono una situazione stagnante e al limite del collasso".

A parlare è Simona Manca, vice presidente della Provincia di Lecce, il nodo è quello della vertenza Omfesa di Trepuzzi e dell'incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo economico che non ha portato alcun passo avanti, causa anche l'assenza di Trenitalia e della curatela fallimentare. "Col Mise che ha nuovamente avuto il ruolo di semplice "notaio" di un verbale che riporta l'impegno a riconvocare un nuovo tavolo con gli interlocutori diretti e Trenitalia assente, che continua a non dimostrare alcun intento collaborativo", aggiunge Simona Manca.

"Io stessa ho partecipato agli incontri precedenti e ho immaginato in quel percorso la possibilità di accelerare la "rinascita" dell'azienda salentina. Ma oggi, alla luce dell'ennesima fumata nera e di un Ministero che non ha alcun ruolo propositivo nella vicenda, dico che la soluzione possibile è quella di lavorare tutti, non necessariamente negli uffici romani, per l'obiettivo di individuare un imprenditore o in generale un soggetto economico che, fatti salvi tutti i passi di legge dal punto di vista del fallimento, possa farsi carico dell'azienda e del destino di 86 lavoratori e delle loro famiglie".

Da tempo, com'è noto, la storica azienda metalmeccanica di Trepuzzi è al centro di una vertenza scaturita da un lungo periodo di crisi, a causa della mancanza di commesse per la produzione di carrozze ferroviarie, e dal successivo fallimento. Lo stop definitivo dello stabilimento ha portato alla mobilità i dipendenti.

"Soltanto un sforzo di questo tipo potrà scongiurare la scomparsa definitiva di questa realtà imprenditoriale, con un finale della storia davvero incredibile se si guarda alle potenzialità produttive e alle offerte occupazionali di un'azienda con tali caratteristiche e dimensioni", conclude Simona Manca.



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