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I lavori del Consiglio Provinciale

  25/06/2014

E' tornato a riunirsi questa mattina il Consiglio Provinciale di Palazzo dei Celestini. In apertura dei lavori, all'unanimità sono state approvate alcune modifiche al vigente "Regolamento per la disciplina dei Contratti", che nello specifico riguardano: innalzare gli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture dall'attuale tetto di 20 mila euro a quello dei 40 mila euro; inoltre se sino ad oggi doveva essere rispettato il principio della rotazione tra ditte fornitrici della stessa tipologia di servizi, con questa modifica l'Ente potrà derogare all'avvicendamento, purché i lavori rivestano carattere di urgenza. Infine "Ai fini del rispetto del principio di rotazione, l'indicazione ai dirigenti delle ditte da invitare viene effettuata dal responsabile della tenuta dell'Albo dei fornitori/appaltatori dell'Ente, il quale tiene conto, nei limiti del possibile, delle ditte precedentemente segnalate ai dirigenti. L'indicazione segnalata ai dirigenti deve essere menzionata nel provvedimento di affidamento dei lavori o servizi. E' fatto obbligo ad ogni dirigente di comunicare tempestivamente al responsabile della tenuta dell'Albo dei fornitori/appaltatori le ditte resesi affidatarie di cottimi fiduciari mediante affidamento diretto".

Con 21 voti favorevoli e 3 astenuti è stato approvato il rendiconto della gestione 2013 dell'Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce.

Relativamente all'immobile Castello Pio di Casarano, il Consiglio Provinciale, con 18 voti favorevoli e 7 contrari, ha approvato la transazione del contenzioso pendente innanzi al Tribunale di Lecce instaurato dalla San Giovanni srl, con il quale la società chiede un risarcimento del danno cagionato nella misura di non meno di 1 milione e 500 mila euro, riconoscendo alla stessa per le migliorie apportate all'immobile a tacitazione, saldo, stralcio e transazione di qualsivoglia altra pretesa, l'importo di 294 mila euro. Contestualmente si autorizza la "Celestini srl" ad alienare, in favore della San Giovanni srl l'immobile denominato Castello Pio, al prezzo di 1 milione 206 mila euro.

All'unanimità il Consiglio ha condiviso l'appello dell'Associazione "ItaliaNostra onlus – Sezione Sud Salento", relativo al mantenimento e potenziamento della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Lecce, Brindisi e Taranto, facendo voti a tutte le Istituzioni e gli Organismi competenti affinché la Soprintendenza non venga soppressa ma, al contrario, potenziata nell'interesse della tutela del nostro territorio e dei nostri beni culturali ed ambientali. Contestualmente si provvederà a trasmettere questo appello al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

"L'eventuale soppressione della Soprintendenza costituisce di fatto una penalizzazione in termini economici, sociali e culturali per il territorio salentino a forte connotazione turistico-culturale. Noi, che siamo stati già partner della Soprintendenza in progetti ed iniziative rivolti ad incrementare la fruizione del patrimonio storico-artistico e la valorizzazione delle specificità culturali presenti nel territorio, riconosciamo l'importanza strategica di un servizio di "prossimità" per la tutela di chiese, castelli, conventi, masserie, torri, palazzi, centri storici, zone costiere, paesaggi rurali ed aree di rilevante valore storico-ambientale, vera infrastruttura del questo territorio", ha dichiarato nel suo intervento il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone.

Sempre all'unanimità, il Consiglio ha votato l'ordine del giorno presentato dal consigliere provinciale Biagio Ciardo in merito alla soppressione della sezione del Tar di Lecce. Con questo ordine del giorno il Consiglio impegna il presidente della Provincia di Lecce a sollecitare il Governo Italiano ed, ove necessario in caso sede di conversione del Decreto Legge de quo, il Parlamento a rivedere radicalmente l'impostazione normativa in merito alla soppressione della Sezione di Lecce del tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia. Contestualmente impegna lo stesso presidente ad intraprendere ogni ulteriore azione amministrativa, giudiziaria e stragiudiziaria che si riterrà opportuna al fine di scongiurare la soppressione del Tar di Lecce.

All'unanimità è stata approvata la trasformazione dell'Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce da Istituzione in Associazione di Enti Locali. Al contempo si stabilisce che nella fase transitoria e fino alla costituzione formale del nuovo soggetto e all'insediamento dei relativi organi, il CdA dell'Istituto continuerà a svolgere tutte le funzioni necessarie a garantire la regolare gestione dell'Ente e la continuità delle sue attività ed impegni. La sede legale dell'Associazione sarà presso la sede della Biblioteca Provinciale (ex Collegio Argento) a Lecce, mentre la sede operativa presso il Castello di Acaya.

"Abbiamo voluto condividere la proposta avanzata dal presidente e dal cda dell'Istituto, proposta finalizzata ad adeguare l'Ente ai processi di riforma che stanno investendo le Province italiane e il complesso di poteri locali e, al contempo, rendere l'Istituto maggiormente rispondente alle esigenze di collaborazione, coordinamento, supporto e consulenza verso tutto il sistema dei Comuni e delle Istituzioni locali salentino. L'obiettivo è quello di migliorarne le performances nel campo della cooperazione culturale nel contesto Euromediterraneo, delle politiche sociali e dell'integrazione, della formazione, dell'economia creativa, della gestione del patrimonio dei beni culturali, dell'accesso alle risorse regionali, nazionali e comunitarie", ha detto la vice presidente ed assessore alla Cultura della Provincia Simona Manca.

"Il tutto nell'ottica di un più vasto coinvolgimento dei Comuni salentini nelle politiche, nei progetti e nelle attività di internazionalizzazione della cultura salentina, anche con riferimento alla sue ricadute positive sul turismo, di una più efficace gestione del vasto patrimonio culturale dei Comuni, di uno sviluppo dell'economia della creatività e di un migliore accesso ed utilizzazione delle risorse esogene, con particolare riferimento a quelle europee in campo culture, sociale e della formazione", ha concluso la Manca.

Con 15 voti favorevoli e 4 contrari è stata deliberata la revoca dello stato di liquidazione e la modifica dello statuto dell'Agenzia dell'Energia, trasformando la natura giuridica della stessa da consorzio a società consortile a responsabilità limitata per consentire l'ingresso dei Comuni nel capitale sociale e adeguarne la struttura organizzativa. La Provincia manterrà la partecipazione nella nuova società consortile, fatti salvi gli effetti derivanti dall'attuazione della legge 56/14 in materia di riordino istituzionale delle Province.

Relativamente all'immobile di proprietà provinciale denominato Galleria del Castello di Cavallino, il Consiglio con 17 voti favorevoli e 2 contrari, ha dato indirizzo all'attribuzione a titolo gratuito al Comune di Cavallino per la gestione, la pubblica fruizione e la valorizzazione dell'immobile.

Infine, approvata all'unanimità la modifica statutaria delle società partecipate Alba Service e Nuova Salento Energia. Relativamente ad Alba Service "la Società, nei limiti di quanto previsto dalla legge e comunque non in misura prevalente, può svolgere attività e prestazioni anche in favore di altri soggetti pubblici o privati. Eroga servizi di interesse generale, anche aventi rilevanza economica, quale società in house, della Provincia di Lecce, atteso che: è interamente partecipata dall'ente pubblico; è sottoposta ad un controllo analogo a quello che l'ente pubblico esercita sui propri uffici; è dedicata con prevalenza allo svolgimento dei servizi pubblici affidati dall'ente locale, indirizzati a soddisfare in via diretta esigenze della generalità dei consociati". La modifica statutaria di Nuova Salento Energia comporta che "la Società, nei limiti di quanto previsto dalla legge e comunque non in misura prevalente, può svolgere attività e prestazioni comprese nell'oggetto sociale, anche in favore di altri soggetti pubblici o privati".



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