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Razionalismo a Lecce: fino al 30 settembre la mostra promossa da Provincia e Istituto di Culture mediterranee

  04/09/2014

Prosegue nelle belle sale dell'ex Chiesa di San Francesco della Scarpa, in via Benedetto Cairoli a Lecce, la mostra "Razionalismo a Lecce: stile arte e progetto 1930 - 1955", una panoramica inedita sull'intensa, ma poco conosciuta, produzione architettonica ed artistica della città di Lecce a cavallo tra gli anni Trenta e la prima metà degli anni Cinquanta.

L'evento culturale è promosso da Provincia di Lecce ed Istituto di Culture mediterranee della Provincia di Lecce, in collaborazione con l'Archivio di Stato di Lecce e con l'Archivio Storico Comunale di Lecce, e con i contributi di Regione Puglia, Comune di Lecce, Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce, Ordine degli Ingegneri di Lecce, Collegio Provinciale dei Geometri e dei Geometri Laureati di Lecce, Camera di Commercio di Lecce, Vetreria Calasso Luigi srl.

Inaugurata il 21 luglio scorso, la mostra, curata dall'architetto Andrea Mantovano, sarà aperta fino al 30 settembre prossimo, dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 18 alle ore 21. (Costo del biglietto 5 euro, ridotto 3 euro).

L'originale percorso espositivo dedicato al Razionalismo vuole fornire in modo organico ed interdisciplinare un primo contributo ad un tema inedito per il capoluogo salentino, ovvero alla produzione dell'architettura e delle arti decorative nel Salento fra il 1930 ed il 1955 circa: un periodo denso di interessanti esperimenti sul tema dell'abitazione privata e dell'edificio pubblico, fatti oggetto di una vera e propria rivoluzione nelle forme e nelle idee artistiche.

Lo slancio innovatore derivante dai fermenti delle avanguardie europee e dal movimento razionalista viene recepito a Lecce grazie ad una nuova generazione di tecnici e di artisti-decoratori che, formatisi nelle facoltà e negli ambienti artistici di Roma e Milano, rientrano nel Salento e si propongono come "alfieri" e diffusori della nuova architettura e della decorazione di interni. Tutto ciò si traduce in una decisiva frattura rispetto alla produzione del panorama dell'architettura locale dei primi due decenni del Novecento.

Lecce, infatti, si configura come un centro geograficamente periferico, ma partecipe in prima linea al dibattito sul volto della nuova architettura nazionale. Il contributo dei tecnici locali consiste nel reinterpretare il linguaggio razionalista secondo l'uso di materiali tradizionali come la pietra leccese ed il càrparo. Inoltre, nel territorio salentino operano alcuni tra i maggiori architetti e ingegneri del Novecento italiano come Pier Luigi Nervi, Luigi Piccinato, Marcello Piacentini, lo studio romano Paniconi e Pediconi, Concezio Petrucci, Gaetano Minnucci e altri. L'intento, quindi, è di colmare un vuoto su tale ricca e interessante produzione artistica ed architettonica, includendo anche due altri Comuni salentini, Maglie e Gallipoli.

L'allestimento della mostra, curato dalla ditta "MQ Allestimenti", è realizzato con materiali originali: progetti, bozzetti, schizzi, foto d'epoca e plastici provenienti da archivi pubblici e da collezioni private. Una sezione, inoltre, è dedicata ad una selezione di foto attuali di edifici leccesi, eretti tra gli anni Trenta e Cinquanta, realizzate dallo studio "Photo 11" di Antonio Palma.

L'esposizione artistica è inserita nel calendario di eventi Lecce 2019, per la candidatura del capoluogo salentino a Capitale europea della Cultura. Il progetto grafico e la comunicazione sono curate dalla visual designer Beatrice Bambi.






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