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Al centro dell'agenda della Provincia le politiche migratorie

  30/04/2011

La Provincia di Lecce in prima linea in tema di Politiche dell'immigrazione. Da un lato il rinnovo della Consulta Provinciale per l'immigrazione, dall'altro il finanziamento del Ministero dell'Interno all'Ente di Palazzo dei Celestini del progetto Unrra (United Nations Relief and Rehabilitation Administration – Amministrazione delle Nazioni Unite per l'assistenza e la riabilitazione).

"Come Provincia di Lecce continuiamo a proporre e realizzare un servizio necessario e quanto mai utile per dare agli immigrati la stessa dignità dei cittadini italiani", dichiara l'assessore provinciale alle Politiche Sociali Filomena D'Antini Solero. E' questo il senso del rinnovo della Consulta Provinciale per l'immigrazione, composta dall'assessore provinciale alle Politiche sociali, in qualità di presidente, da tre consiglieri provinciali (due per la maggioranza, uno per la minoranza), dai presidenti delle associazioni degli immigrati o di quelle associazioni le cui attività sono rivolte prevalentemente a favore delle popolazioni migranti.

"Intendiamo rinnovare le forme di partecipazione attraverso una rete condivisa, per garantire consulenza, assistenza, scelte: il tutto nell'ottica di una precisa idea di politica locale per l'immigrazione, a tutela e per l'affermazione dei diritti dei cittadini stranieri e dei rifugiati", prosegue l'assessore. "La Consulta, infatti, rappresenta una vera e propria rete delle associazioni, capace di ascoltare e recepire bisogni ed esigenze e di proporre modalità di intervento. Alla luce dei cambiamenti legislativi sarà predisposto un apposito regolamento, redatto in seno alla stessa Consulta, quale atto preliminare e propedeutico al suo funzionamento. La Provincia, dando nuova vita alla rete, rafforza le forme di partecipazione, creando l'opportunità di concertare azioni con le associazioni, rinnovando e stringendo il legame e il rapporto tra la comunità degli immigrati e la comunità locale".

Se da un lato si è inteso garantire le forme partecipative per dare eguale dignità agli immigrati, l'intervento immediato perseguito è stato quello dell'emergenza abitativa. Infatti la Provincia, nel settembre scorso, ha presentato al Ministero dell'Interno, candidandolo al finanziamento del progetto Unrra, il progetto denominato "S.I.S Servizi Immigrazione Salento – L'alloggio per un'inclusione solidale degli immigrati", che ha come obiettivo "quello di dare continuità e potenziare i servizi già in essere nel settore delle politiche per l'immigrazione, con particolare riferimento all'attività a sostegno all'emergenza abitativa". Tale progetto è stato finanziato con 118mila euro.

Il Progetto S.I.S nasce proprio per dare continuità all'azione di sostegno all'accesso ad un alloggio che le associazioni di volontariato, attraverso le strutture abitative predisposte, gli operatori sociali, i mediatori interculturali, i consulenti legali, immobiliari e i coordinatori hanno svolto.

"L'esigenza di una adeguata risposta ai bisogni abitativi, crescenti e differenziati, delle famiglie straniere più deboli nella provincia di Lecce, ha assunto un carattere di vera e propria emergenza. Attraverso il finanziamento con il fondo per l'Inclusione Sociale 2007(progetto regionale ASIA), questa Amministrazione provinciale ha potuto offrire, con il coinvolgimento in rete di alcune organizzazioni del terzo settore, opportunità di accoglienza abitativa alle persone immigrate in situazioni di emergenza, attuando specifiche priorità di accesso".

"Queste iniziative del cosiddetto "privato sociale" costituiscono buone prassi molto apprezzate, sia per la qualità delle risposte fornite, sia per le possibilità di sviluppo ed evoluzione da esperienze ridotte ed isolate a modelli, ripetibili e che questa Provincia vuole sostenere", conlcude l'assessore D'Antini.

Ma entriamo nei particolari. Il Progetto intende pubblicizzare le attività e creare momenti di incontro fra diversi operatori dei servizi e delle istituzioni locali per migliorare la conoscenza dei problemi; moltiplicare le capacità di risposta al bisogno che le fasce deboli degli immigrati (in stato di indigenza, vulnerabilità e a rischio di malattie della povertà) esprimono in termini di alloggi o posti letto in affitto temporaneo attraverso la ristrutturazione e allestimento di 7 centri. Ed ancora, avviare uno Sportello nella città di Lecce inteso come una sorta di "global service", con il compito di favorire soluzioni abitative in affitto, con offerte necessariamente differenziate per gli immigrati non in grado di pagare i prezzi del libero mercato; sviluppare azioni di orientamento e accompagnamento, rivolti a tutti i migranti, verso i servizi disponibili sul territorio; promuovere azioni che favoriscano la nascita, il rafforzamento ed il riconoscimento istituzionale di soggetti che operano senza finalità di lucro, che abbiano tra gli obiettivi l'incremento del patrimonio abitativo per l'affitto a canoni moderati.

La Provincia avrà la responsabilità amministrativo-contabile dell'intervento, gestirà il coordinamento e la supervisione del progetto, raccogliendo le diverse esperienze attraverso una "cabina di regia", composta da referenti istituzionali e dello staff dello Sportello, coordinati dall'assessore alle Politiche sociali.

Il progetto, della durata di 12 mesi, si propone di incentivare l'individuazione e la diffusione di nuovi modelli d'intervento per mitigare il disagio abitativo degli immigrati nella provincia di Lecce, in grado di accrescere l'offerta complessiva di alloggi in godimento o in locazione temporanea e permanente a canoni calmierati. Altro risultato, atteso a lungo termine, è lo sviluppo di azioni di recupero del patrimonio immobiliare esistente privato di proprietà (lasciti) degli Enti religiosi, per aumentare la disponibilità ricettiva con la combinazione di risorse di diversa natura e provenienza.

Ecco in particolare, dal punto di vista operativo, i risultati specifici: adeguamento e messa in norma di 7 nuclei abitativi in affitto (è previsto il pagamento di un ticket) in grado di ospitare temporaneamente 150 persone adulte in difficoltà; costituzione di otto gruppi di lavoro (uno presso la sede di coordinamento provinciale e uno per ciascuna sede che gestisce i gruppi abitativi); individuazione di una unità abitativa presso il Monastero delle Benedettine, che possa ospitare persone in stato di indigenza e in situazioni di emergenza; costituzione di uno Sportello di tipo "global service" che accompagni e orienti l'utenza verso soluzioni abitative compatibili e, più in generale, verso i servizi disponibili sul territorio; potenziamento di una rete territoriale di sostegno al progetto che includa tutti i soggetti che lavorano con e per gli immigrati (istituzioni formative, Forze dell'ordine, Sistema sanitario regionale, luoghi di aggregazione territoriali di immigrati destinatari e protagonisti di azioni di comunicazione, sostegno, formazione, cura, documentazione e scambio di buone pratiche.

Il rinnovo della Consulta e il progetto per l'accesso all'alloggio si vanno ad aggiungere alle altre iniziative di politiche per l'immigrazione che l'assessorato alle Politiche sociali ha in corso di realizzazione: lo Sportello per gli immigrati, che svolge una fondamentale attività di consulenza, e le attività e gli interventi del Progetto "Libera" per la protezione sociale, rivolto a donne immigrate vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, in applicazione degli articoli 13 e 18 del Testo Unico sull'immigrazione.



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