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I lavori del Consiglio Provinciale: all'unanimità approvato il nuovo Statuto di Palazzo dei Celestini

  01/12/2014

Riunione ordinaria per il nuovo corso della Provincia di Lecce, alla luce della riforma voluta dal governo centrale.

In apertura di seduta è intervenuto il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone che ha rimarcato come "l'impegno della nuova Provincia, alla luce della riforma Del Rio, è quello di tenere alta l'attenzione sulle esigenze del territorio che può apparire marginalizzato dalla volontà del governo di dare più poteri e risorse alle città metropolitane, come Bari. Il nostro Salento va invece esaltato attraverso processi, meritevoli della massima attenzione da parte del governo nazionale e regionale, che potrebbero aprire ipotesi straordinarie per la crescita del nostro Paese".

"Alla luce dell'incertezza su compiti e poteri – ha proseguito il presidente Gabellone – soprattutto in relazione delle funzioni assegnate, ed a quelle che sono ancora in una sorta di limbo, il compito che abbiamo davanti appare quasi impossibile ma al tempo stesso esaltante. Il nostro motto, in questo nuovo corso della Provincia, deve essere quello della tutela del territorio: si attui la riforma senza, però, eccessive penalizzazioni per questo territorio che vive si un decentramento geografico, ma che può rappresentare un riferimento territoriale importante".

Si è quindi passati all'esame dell'assestamento generale di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014, approvato con 9 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti.

Ad aprire la discussione sull'argomento la relazione del presidente Antonio Gabellone. "Dopo l'approvazione del Bilancio di Previsione, la legge n. 64 del giugno scorso ha disposto una nuova metodologia di calcolo dei trasferimenti erariali alle Province. Tale rivisitazione ha comportato una perdita di circa 7 milioni di euro, che significava praticamente l'azzeramento delle spettanze di provenienza statale che pochi anni prima si attestavano ad oltre 25 milioni di euro".

"Questo ingente taglio, oltre a mettere in crisi il bilancio in senso stretto, ha comportato un ulteriore irrigidimento dei meccanismi del Patto di Stabilità; il raggiungimento del rispetto del Patto è frutto di una certosina, quasi maniacale, verifica quotidiana sui saldi di cassa, con le fatture dei fornitori rigorosamente saldate in ordine cronologico ed il ricorso alla frammentazione dei pagamenti al fine di fornire risorse ad un maggior numero di imprese. Nonostante tutto, la Provincia di Lecce resta tra gli enti con un arretrato minore".

L'assise consiliare ha poi discusso sull'adozione del nuovo Statuto provinciale, alla luce della legge 56 dello scorso aprile, che ha ridimensionato la Provincia, trasformandola in un ente di secondo livello.

Il disciplinare, approvato all'unanimità, difatto ridetermina ruoli e funzioni del presidente e degli organi politico-amministrativi provinciali. A guidare la Provincia, sarà il presidente, il Consiglio provinciale ma anche l'Assemblea dei Sindaci. Al nuovo organo, composto dai primi cittadini dei Comuni salentini, il compito di esprimere parere sui bilanci e l'approvazione dei conti dell'Ente. Non ci sarà più la vecchia giunta provinciale: a supportare il presidente saranno i consiglieri provinciali "delegati". In attesa di conoscere ruoli e funzioni che saranno affidate dalla Regione (turismo, cultura, trasporti scolastici e assistenza sociale), le stesse saranno delegate ai Comuni. Presidente e consiglieri non percepiranno alcuno stipendio, ma solo un rimborso spese. Ed a titolo gratuito lavorerà anche il difensore civico, figura che l'amministrazione Gabellone ha deciso di mantenere in vita pur non essendo specificatamente prevista dalla nuova legge di riforma dell'Ente.

Discussa, infine, la rinegoziazione di 183 mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, che a luglio ammontavano ad oltre 57 milioni di euro, e che consentiranno alla Provincia di Lecce un risparmio annuo di 3 milioni di euro dal prossimo 2015: il provvedimento è stato approvato con 9 voti favorevoli e 5 astenuti.


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