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Sabato 4 giugno al Museo provinciale per presentare: "La passione del collezionismo. La ceramica di Laterza nella collezione Tondolo"

  01/06/2011

Appuntamento sabato 4 giugno, alle ore 19 presso il Museo Provinciale di Lecce "Sigismondo Castromediano" con IL vernissage della Mostra "La passione del collezionismo. La ceramica di Laterza nella collezione Dondolo".

All'inaugurazione interverranno il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, la vice presidente ed assessore alla Cultura Simona Manca, il collezionista Riccardo Tondolo e il direttore del Museo Antonio Cassiano.

"È il primo importante appuntamento di una serie di mostre programmate da questa Provincia e dedicate al collezionismo ed ai grandi collezionisti di Puglia. In mostra si potranno pertanto ammirare oltre 150 maioliche, in gran parte inedite vale a dire mai viste né studiate prima, tutte prodotte nelle officine ceramiche del centro di Laterza, tra la fine del ‘500 ed i primissimi anni del ‘900", dichiara la vice presidente Simona Manca.

Il percorso espositivo è organizzato tematicamente e corredato di pannelli didattici che spiegano le origini e le varie fasi della produzione laertina, le caratteristiche tecniche, i motivi decorativi, le forme e le funzioni dei diversi vasi. Alla mostra è legato un volume a stampa con saggi sulla storia degli studi, sulla produzione delle ceramiche laertine con particolare riguardo ai ceramisti più geniali e alle forme ceramiche più caratteristiche, oltre naturalmente al catalogo completo di tutte le opere in mostra.

I saggi sono di Antonio Cassiano, Carlo e Antonio dell'Aquila, Guido Donatone, Elio Scarciglia. Autori delle schede di catalogo sono Ida Blattmann D'Amelj, Antonio Cassiano, Claudio Corigliano, Guido Donatone, Brizia Minerva, Elio Scarciglia, Paola Tagliente, Anna Lucia Tempesta.

Le attuali conoscenze sulla storia della maiolica pugliese, frutto degli studi cominciati già negli anni '40 del secolo scorso ma intensificati dagli anni '60 con la scoperta dei primi pezzi ‘firmati' e datati, ed incrementati successivamente con scavi archeologici e recuperi occasionali dal sottosuolo della città pugliese, permettono di far risalire agli anni finali del XVI secolo l'inizio della produzione di Laterza. Vale a dire nel momento in cui era pienamente diffuso in tutta Italia e in molti paesi europei lo stile ‘compendiario', nato attorno al 1540 a Faenza.

Ma la grande fortuna e notorietà della produzione laertina arriva tra il 1650 ed il 1720 circa, con lo sviluppo dell'istoriato in monocromia turchina. Una serie di opere di grande formato e di notevole livello artistico, in massima parte dovute alla mano di Angelo Antonio d'Alessandro, sacerdote e maestro ceramista, attivo per tutta la seconda metà del ‘600, e dei suoi allievi.

Le ricerche sistematiche condotte a partire dal 1968, data della scoperta della prima opera autografa del d'Alessandro, ad oggi, hanno portato all'individuazione di altri maestri come Geronimo Tamborrino, G(iuseppe) A(ntonio) Aloisio, Vito Perrone e, tra gli ultimi, Lorenzo Gallo che ha consentito di anticipare attorno al 1640 l'inizio della grande stagione dell'istoriato laertino.

La preponderanza dei gialli, dal paglierino all'arancio carico, e del verde marcio indica una adesione dei faenzari laertini al nuovo gusto dilagante costituito dalle produzioni policrome settecentesche di Castelli d'Abruzzo, che ebbero un straordinario successo in tutto il regno napoletano. Ma a Laterza i motivi e la tavolozza castellani vengono assimilati e interpretati con una inventiva originale e tutta propria.



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