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DiAMO voce alle emozioni: grande successo per il progetto pilota nazionale che ha coinvolto quasi 600 bambini in 10 scuole del Salento

  28/05/2015

Dopo aver riscosso un grande successo di partecipazione, con quasi 600 bambini coinvolti, è giunto a conclusione "DiAMO voce alle emozioni", il progetto che si propone di stimolare nei bambini la conoscenza delle proprie emozioni, il controllo e la gestione delle stesse e la capacità di percepire e comprendere le emozioni altrui, riuscendo ad essere sensibili ed empatici.

Coordinato dalla pediatra Maria Lucia Santoro ed inserito per la sua valenza come progetto pilota nazionale del Network GPS, Genitori-Pediatra-Scuola, nell'ambito del macro – programma di salute globale per mamme e papà "Regaliamo futuro", il progetto è stato promosso con il patrocinio della Provincia di Lecce, del Ministero della Salute, del Ministero della Pubblica Istruzione, della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e dell'Associazione Italiana Donne Medico.

I risultati dell'iniziativa sono stati presentanti nei giorni scorsi a Copertino, in occasione della mostra "Il Veliero parlante. Le scuole che fanno i libri".

Sviluppato in 10 scuole salentine nei Comuni di Copertino, Maglie, Surbo, Lecce, Arnesano, Monteroni, Cavallino, Castromediano, Merine, Lizzanello, che ne hanno già chiesto la prosecuzione, e la sua estensione a tutte le classi, il percorso progettuale ha coinvolto 573 bambini: 214 della scuola dell'infanzia, 234 della scuola primaria e 125 della scuola media.

Molte ricerche condotte in diversi Paesi in tutti i continenti, segnalano la tendenza dell'attuale generazione di bambini a manifestare un maggior numero di problemi emozionali rispetto a quella precedente. Da questo dato nasce l'esigenza di insegnare ai bambini l'alfabeto emozionale, quale insieme di capacità interpersonali ed intrapersonali essenziali alla loro vita.

Il progetto si è proposto, quindi, di analizzare le "dinamiche" emozionali nelle classi della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola media, attraverso una metodologia di gioco psicologico, che va dal racconto di una storia con le marionette per le classi della scuola dell'infanzia e primaria, al racconto di una storia e l'interazione con un clown per le classi di scuola media.

L'intervento effettuato, infatti, è stato suddiviso per le tre fasce d'età (infanzia, primaria e scuola media). L'oggetto educativo utilizzato nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria è stato la marionetta, mentre nella scuola media è stato utilizzato il metodo psicoterapeutico dello psicodramma, che permette alla persona di esprimere, attraverso la messa in atto sulla scena, le diverse dimensioni della sua vita e di stabilire collegamenti costruttivi fra di esse.

Fondamentale nella realizzazione dell'iniziativa la figura del pediatra, che rappresenta il trait d'union tra Scuola e Genitori. Lo staff che ha seguito il progetto, che ha avuto la sua base operativa presso il Centro Medico Colsan di Lizzanello, è formato dai pedagogisti Anna Rita Serratì e Francesco Leo, dalla psicologa Dalila Manti, dalla psicoterapeuta Ombretta Pallara e da una volontaria esperta in marionette e clown terapy.

Dopo aver formato il corpo docente, gli esperti, in tre diverse classi per ogni scuola coinvolta, hanno osservato gli alunni dopo il racconto di storie, attraverso l'utilizzo di marionette nella scuola dell'infanzia e l'interazione con il clown nella scuola media. Tra le tecniche utilizzate: il disegno, il gioco e la drammatizzazione, utili per insegnare ai bambini a parlare di se stessi, confrontandosi con i coetanei e scoprendo un nuovo modo di comunicare con gli altri.


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