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L'osservatorio Faunistico della Provincia di Lecce tiene a battesimo 23 piccoli di una tartaruga marina

  21/09/2011

Nuova "avventura" per l'Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce con sede a Calimera (Via Europa). Nella notte tra il 19 e il 20 settembre ha avuto inizio la schiusa (tutt'ora in corso) delle uova deposte da una tartaruga della specie "Caretta caretta" sulla spiaggia di Torre Lapillo lo scorso 19 luglio: al momento sono 23 le piccole tartarughe emerse dalla sabbia.
E nelle prossime ore i tecnici impegnati nel monitoraggio scientifico attendono che altre fuoriescano dal nido che la stessa tartaruga ha creato, scavando prima e ricoprendo di sabbia poi, quella che si può definire una sorta di incubatrice o il corrispettivo del ventre materno.
Una volta nati, i giovani hatchling (neonati di tartaruga) sono stati posti sotto breve osservazione dai tecnici dell'Osservatorio, per appurarne lo stato di salute; poi si è proceduto alla registrazione dei dati biometrici e di altre informazioni inerenti la schiusa, fondamentali per lo studio della specie e la sua salvaguardia. Infine, i piccoli sono stati posti sulla sabbia in modo da raggiungere il mare autonomamente. Momento delicatissimo e della massima importanza perché è in questo frangente che le giovanissime tartarughe registrano tutte quelle informazioni che dopo 20-25 anni permetteranno loro di tornare sulla stessa spiaggia a deporre le uova.
Il nido, situato nell'Area marina protetta di Porto Cesareo, è stato la piacevole e casuale scoperta da parte di un turista. La tartaruga marina, infatti, frequentatrice consueta nei nostri mari, è un animale solitario che di rado può essere osservato in natura.
L'Area marina protetta di Porto Cesareo ha incaricato i tecnici del Centro recupero tartarughe marine dell'Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce - Rete TartaSalento e del Centro recupero tartarughe marine di Rauccio del monitoraggio scientifico del nido, mentre la vigilanza del nido è stata realizzata dalla stessa Area marina in collaborazione con l'Osservatorio faunistico, il Parco di Rauccio, Legambiente e il Co.Gea.V.
Nel corso dell'estate i cittadini e i turisti si sono regolarmente informati sullo stato delle uova, seguendo l'andamento e l'evolversi della storia dell'esemplare marino.
"Il nido di Torre Lapillo (quarto caso documentato sulle coste salentine e secondo sulla costa ionica) ha confermato ciò che gli esperti sospettavano da tempo: la tartaruga marina, più precisamente la "Caretta caretta", seppur con una frequenza inferiore a quella dei siti del Mediterraneo sud orientale, nidifica con regolarità sulle spiagge del Salento", spiega la responsabile del Centro recupero tartarughe marine dell'Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce Chiara Caputo. "Purtroppo la forte antropizzazione degli habitat idonei e la riduzione delle spiagge hanno portato ad una minore frequenza di nidificazione. Individuare un nido di tartaruga marina, in assenza di un piano efficace di monitoraggio delle costa, risulta difficile e richiede la costante collaborazione dei cittadini e la tutela dei nidi identificati".
"La "Caretta caretta" è una specie a rischio di estinzione e come tale è riportata nell'allegato I della Convenzione di Washington, che ha lo scopo di regolamentare (nel caso di questa tartaruga, vietandolo) il commercio di alcune specie animali e vegetali al fine di tutelarle, dato che la compravendita, insieme alla scomparsa degli habitat, è la minaccia principale alla loro sopravvivenza", conclude l'esperta.
I tecnici dell'Osservatorio invitano chi dovesse imbattersi fortuitamente in una tartaruga marina intenta a deporre le uova a mettere in atto due semplici accorgimenti: contattare tempestivamente la Capitaneria di Porto al numero verde 1530, attivo 24 ore su 24, e proteggere l'area in questione dal calpestìo.


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