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Summer School di arti performative e community care: a Palazzo Adorno presentata la VI edizione

  31/08/2017

E' stata presentata questa mattina nella sala conferenze stampa di Palazzo Adorno, a Lecce, la VI edizione della Summer School di arti performative e community care, organizzata e realizzata da EspérO – Spinoff Unisalento per la ricerca applicata nella formazione, in collaborazione con Comune di Ortelle e Centro Servizi Interuniversitario per l'innovazione didattica.

L'originale iniziativa di formazione ha il patrocinio di Provincia di Lecce, Dipartimento di Storia Società e Studi sull'Uomo dell'Università del Salento, Parco Naturale Regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, Comune di Melpignano, Associazione Borghi Autentici d'Italia, Istituto Professionale Servizi per l'Enogastronomia e l'Ospitalità alberghiera – "A. Moro" di Santa Cesarea, Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

Ad illustrare le finalità ed il programma dell'edizione 2017 della "Summer School" sono intervenuti il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il sindaco di Ortelle Francesco Rausa, il consigliere di Melpignano Gianluca Greco, il responsabile scientifico Summer School di Arti performative e community care Salvatore Colazzo, la coordinatrice Summer School di Arti performative e community care Ada Manfreda.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, nel suo indirizzo di saluto, ha ribadito "come questa iniziativa, nata sei anni addietro, abbia acquisito sempre maggiore autorevolezza e sia stata lungimirante. I comuni coinvolti sono realtà in cui si possono ancora vivere le tradizioni e le emozioni che offre un territorio in grado di custodire questo patrimonio ed è proprio questo tratto distintivo la
prospettiva per essere competitivi".

"La Summer School che ho accolto agli inizi di questa esperienza, condividendone gli obiettivi, è un'occasione sia per discutere di temi sociali come quello dell'immigrazione che merita si essere raccontato e comunicato diversamente, che quello sul patrimonio da non dimenticare", ha dichiarato il sindaco di Ortelle Francesco Rausa.

Quest'anno la Summer School di arti performative e community care ha come tema conduttore "Innovazione sociale e patrimonio immateriale" e si svolgerà dall'1 al 7 settembre, tra Ortelle e altri comuni del Salento, come Melpignano, Muro Leccese, Santa Cesarea, Lecce. Si affronteranno questioni quali l'impatto che la nuova configurazione del mondo del lavoro con i suoi processi di automazione ha sulle persone; chi sono i "nuovi contadini" e quali dinamiche collegano terra, sfruttamento e migrazione; in che senso le narrazioni che si sviluppano in un territorio lo performano.

Il consigliere comunale di Melpignano Gianluca Greco ha dichiarato: "E' il secondo anno che come comune ospitiamo la Summer School, che bene si inserisce in un percorso più ampio per poter leggere il tessuto sociale della comunità in
cui come amministratori siamo chiamati ad operare. Ed è un'opportunità per riflettere e confrontarsi con gli specialisti, con ricercatori sociali venuti da tutta Italia".

Per la coordinatrice della Summer School Ada Manfreda, "questa edizione ha anche il valore aggiunto di voler fare sintesi rispetto alle precedenti edizioni, affrontando i temi che sono stati oggetto di quelle precedenti, per una riflessione sulle azioni concrete che ne sono seguite e per fare il punto, anche sul piano metodologico, attraverso una pedagogia di comunità attivamente impegnata".

Infine il responsabile scientifico Salvatore Colazzo ha detto: "La Summer School, rispetto ai primi anni, in cui avevamo come riferimenti quasi esclusivamente il teatro sociale, è notevolmente cresciuta e si è arricchita di sempre nuove
esperienze. Si è sempre più orientata verso un'attività di ricerca sociale ed è diventata strumento di attivazione di creatività. E questa edizione nasce volutamente senza alcun finanziamento, come quelli di bandi regionali ad hoc in cui si richiedevano solo partecipazioni accademiche. La sfida della Summer è, invece, quella di confrontarsi con la realtà sociale e con la molteplicità dei suoi operatori, fuori dalle stanze accademiche".


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