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Fenomeno migratorio. Otto opere di arte contemporanea collocate in diversi punti di Otranto: domani la conferenza stampa

  28/12/2011

Domani, giovedì 29 dicembre, alle ore 17, al Castello Aragonese di Otranto, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle opere realizzate nel corso del workshop internazionale d'arte contemporanea svoltosi nell'ambito del progetto "L'Approdo. Opera all'umanità migrante", finalizzato alla trasformazione della motovedetta albanese Kater I Rades in un'opera d'arte dedicata ai dispersi per mare durante le migrazioni e coordinato dallo scultore greco Costas Varotsos.

Interverranno l'assessore alle Politiche Giovanili e alla Pace della Provincia di Lecce Bruno Ciccarese, il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, il presidente della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo Luigi Ratclif, l'autore del saggio "Il Naufragio. Morte nel Mediterraneo" Alessandro Leogrande,

Sono otto i giovani artisti che hanno partecipato al workshop organizzato dalla cooperativa Artemisia, in collaborazione con la Biennale dei Giovani Artisti d'Europa e del Mediterraneo: Mohamed Ziada (Egitto), Raffaela Zizzari (Italia), Sandra Lorenzi (Francia), Dusica Ivetic (Montenegro), Victoria Leonidou (Cipro), Arta Ngucaj e Arben Beqiraj (Scaf.Scaf) (Albania), Rami Farah (Siria). Essi hanno dato vita ad un itinerario di ricerca che, partendo dal relitto della Kater I Rades, ha interessato la città di Otranto, i suoi cittadini, la sua storia, il suo ruolo nel contesto del Mediterraneo sud orientale, il rapporto con il fenomeno migratorio che ha segnato la storia della città dagli anni Novanta ad oggi.

Il risultato di questa ricerca sono otto lavori ideati e realizzati nel corso dei dieci giorni del workshop, utilizzando materiali e linguaggi diversi: dalla pietra al legno, dallo specchio al gesso, dalla luce al suono, alla fotografia. Le opere, a cominciare dalla loro stessa collocazione in diverse parti della città, pongono il problema del rapporto tra la città, la sua identità ed il mare inteso come rapporto con l'altro.


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