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"Miggianosilibra": domani l'incontro con il giudice antimafia Ayala ed il suo libro dedicato a Falcone e Borsellino

  12/01/2012

Domani, venerdì 13 gennaio alle ore 18, presso il Theatrum di Miggiano, il giudice Giuseppe Ayala, del mitico pool antimafia di Palermo, presenta "Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino", racconto commosso e toccante della sua verità sul più importante periodo di lotta alla criminalità organizzata del nostro Paese.

Dopo i faccia a faccia con la scrittrice Cinzia Tani ("Io sono un'assassina") e con lo storico Arrigo Petacco ("Quelli che dissero no"), quello di domani è il nuovo dei prestigiosi appuntamenti che compongono la rassegna culturale "Miggianosilibra", promossa dal Comune di Miggiano (assessorato alla Cultura guidato da Michele Sperti), con il patrocinio della Provincia di Lecce (assessorato alla Cultura curato dalla vice presidente Simona Manca) e della Regione Puglia, e la collaborazione di SoleVentoEnergia, Gutenberg Libreria e Caroli Hotels.

Interverranno all'incontro con Ayala, Roberto Tanisi, magistrato della Corte d'appello di Lecce, il senatore Giorgio De Giuseppe, già vicepresidente del Senato e attuale difensore civico della Provincia di Lecce, il senatore Giovanni Pellegrino, ex vice presidente della Commissione bicamerale d'inchiesta sulle stragi e Luigi Corvaglia, penalista del Foro di Lecce. A moderare sarà il responsabile della Cronaca di Lecce del Nuovo Quotidiano di Puglia Rosario Tornesello.

"Miggianosilibra" è un progetto formativo e culturale che consiste nella presentazione di libri di assoluta attualità nazionale ed internazionale alla presenza di autori, di giornalisti, di imprenditori e di personaggi della società civile, della politica, del mondo ecclesiastico. Alla base della rassegna c'è l'dea della lettura capace non soltanto di incrementare il patrimonio linguistico, ma anche di migliorare le potenzialità di espressione e di organizzazione del pensiero, lo sviluppo di uno spirito critico e di un pensiero libero.

A vent'anni dalla terribile estate 1992 che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d'Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia, Giuseppe Ayala nel volume racconta la sua verità su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due simboli non solo dell'antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un'onestà senza compromessi.

Ayala, che dei due magistrati siciliani fu grande amico, oltre che collega, rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una serie di condanne che fecero epoca. E fu vicino ai due magistrati in prima linea quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l'indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, isolarli.

In questo libro, per la prima volta, Ayala parla non solo di Falcone e Borsellino, che vengono rappresentati nella loro appassionata e ironica umanità, ma anche di quegli anni, delle vittorie e dei fallimenti della lotta alla mafia, dei ritardi e delle complicità.

La partecipazione all'incontro di domani a Miggiano è accreditata come evento formativo presso l'Ordine degli avvocati di Lecce.


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