-
Home La Provincia URP Ufficio Stampa Servizi Albo pretorio Concorsi Bandi di gara Avvisi Pubblici Amministrazione Trasparente
Link a Facebook Link a Twitter Link a youtube
Il Consiglio provinciale vota con 22 si e 1 astenuto l'ordine del giorno dell'Upi "No all'Italia senza le Province"

  31/01/2012

"Le Province non vanno abolite per tre ordini di motivi. Prima di tutto, perché siamo convinti che il percorso intrapreso, anche a livello legislativo, non possa essere perseguito, poiché una modifica può avvenire solo attraverso una riforma costituzionale. Poi perché crediamo che per il nostro territorio, un ente di raccordo, di programmazione, di impulso sia indispensabile. Infine, perché vengono meno le motivazioni del presunto risparmio finanziario, come dimostrato dagli studi dell'Unione Province d'Italia, che mostrano come, attraverso la soppressione di organismi intermedi e la concentrazione di quelle funzioni, si possano invece garantire risparmi più cospicui". Con queste parole il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone è intervenuto nella discussione sulla soppressione delle Province, che ha coinvolto il Consiglio provinciale straordinario e aperto di oggi.

L'assise consiliare, dopo un ampio e articolato dibattito, ha votato l'ordine del giorno proposto dall'Unione Province Italiane "No all'Italia senza le Province", esprimendosi con 22 voti favorevoli e 1 astenuto (consigliere Idv Gianfranco Coppola).

"Credo che oggi la Provincia sia l'unico ente sovracomunale vicino realmente al territorio, che rispetta i requisiti di territorialità che la gente si attende. Abolirla significa accentrare tutto alle Regioni ed essere più distanti dai cittadini", ha proseguito il presidente Gabellone. Che ha poi fatto un appello al presidente della Regione Puglia Vendola "affinché impugni il decreto Taglia Province e si costituisca insieme alle altre Regioni entro il termine del 25 febbraio".

"Al di là di tutte le posizioni, abbiamo il dovere di essere conseguenti rispetto al ruolo che ognuno svolge presso le amministrazioni di riferimento e il dovere di porre un argine a una legge che è in distonia con ciò che la Costituzione prevede. Quello che chiediamo è un ruolo ridisegnato in termini di funzioni che risponda alle esigenze del territorio".

"Non si tratta di difesa ad oltranza di una casta, ma che nell'interesse economico dei territori ci possa essere una rivisitazione che possa ridisegnare il quadro delle autonomie in termini di funzioni. Non per difendere una posizione personale legata al mantenimento di una classe politica, ma per una volontà di essere utili nella gestione di un territorio che oggi più che mai necessita di un ente intermedio di riferimento tra i Comuni, primo baluardo, e le Regioni, che sono fisicamente lontane da chi si amministra", ha concluso il presidente.

Ad intervenire puntualmente il consigliere provinciale Biagio Ciardo, capogruppo della maggioranza e presidente del Gruppo Pdl alla Provincia: "Questo passaggio assume significato particolare, uno snodo importante per il sistema democratico italiano: siamo di fronte ad un tentativo di smagliare la rete degli enti locali per reimpostarla, non si sa né come né quando. Sono deciso a dichiarare questi passaggi come un grande errore e un vulnus alla democrazia. Il mostro dell'antipolitica non si sazierà mai, divorerà persino chi oggi accarezza il suo pelo. Non difendiamo le nostre posizioni, la cosiddetta casta della Provincia, ma ci rendiamo conto che senza questo Ente la maglia delle istituzioni non potrà operare bene come ha fatto finora. La Provincia è il baluardo dei servizi e rappresenta il principio di identità culturale del territorio".

Anche il capogruppo Pd Cosimo Durante ha definito la cancellazione delle Province "una decisione inconcepibile, che non riconosce il ruolo dell'ente negli ultimi anni sempre più centrale. Saremo accanto ad ogni iniziativa che verrà intrapresa per evitare questo clamoroso errore, che non produce nessun risparmio, e per salvaguardare i principi sacrosanti della Costituzione".


  Torna indietro


Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!