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Dichiarazione dell'assessore Bruno Ciccarese: "Dalla Regione solo baricentrismo e mancato coinvolgimento delle Province in materia di trasporti"

  01/03/2012

"Alcuni giorni addietro affermavo, senza timore, che sulla questione dei treni sporchi Vendola e Minervini raccontano solo la "favola" di una Puglia migliore. Ci hanno parlato di una Puglia dove tutti, grazie ad un sistema ferroviario efficiente avrebbero potuto viaggiare in lungo e in largo, non solo nella nostra Regione ma anche in Italia. Ma al pari degli altri programmi vendoliani (come la Sanità allo sfascio), l'inganno e il danno si stanno materializzando in una impietosa realtà di fallimenti e disservizi per la gente", dichiara l'assessore ai Trasporti e Mobilità della Provincia di Lecce Bruno Ciccarese.

"Minervini continua inesorabilmente a ingannare tutti i cittadini pugliesi raccontando bugie e mortificando il territorio jonico-salentino, che subisce inesorabilmente la visione baricentrica dei trasporti".

"Vi svelo le bugie di Minervini per far capire ai salentini in quali condizioni dovrebbero viaggiare, dopo i grandi interventi annunciati e ancora solo ideati".

"La prima bugia di Minervini ci dice che: "da Gagliano del Capo si arriverà all'aeroporto di Brindisi in soli 80 (ottanta) minuti". Basta fare un po' di conti per capire che tutto questo è impossibile perché da Brindisi a Gagliano, sommando tutti i singoli tratti su ferro (FS 38 km e FSE 64 km) si ottiene una distanza di circa 102 Km. Quindi, analizzando i tempi in funzione delle distanze, se il metrobus in progetto impiegherà almeno 10 minuti dall'Aeroporto alla stazione di interscambio, vista la tortuosità del tracciato come ha anche affermato il presidente Ferrarese, e se si prevede di fare almeno 15 fermate da Brindisi a Gagliano del Capo e per ogni singola fermata dovrà essere conteggiato un tempo fisiologico di sosta (salita, discesa e ripartenza) di circa 3 minuti, per complessivi 45 minuti, resteranno per la percorrenza ferroviaria 35 minuti. Questo vuol dire che i treni, per garantire le promesse di Minervini, dovranno viaggiare a circa 170 Km/h".

"La seconda bugia riguarda il maggior comfort del viaggio con il mito della co-modalità. Questo intervento, se fosse così realizzato, determinerebbe un livello di servizio assai disagiato. Infatti, per percorrere circa 100 km (da S. Maria di Leuca all'Aeroporto di Brindisi) bisognerebbe fare almeno tre interscambi, senza contare il quarto nel caso in cui l'origine del viaggio fosse diversa da Gagliano del Capo. Non è certo questo il concetto di "Salento comodale", ma piuttosto di "Salento scomodale".

"Una volta realizzate le infrastrutture, lo scenario del servizio erogato sarà il seguente: gli utenti-turisti in partenza dal basso Salento (Santa Maria di Leuca), percorrono il primo tratto con FSE sino a giungere a Lecce, dove è previsto il primo interscambio. Si prosegue con un treno FS sino alla stazione ferroviaria "Perrino" di Brindisi, dove si effettua il secondo interscambio con il cosiddetto "collegamento metrobus" per giungere, finalmente, all'Aeroporto di Brindisi. Se si pensa al tempo complessivo di viaggio e al disagio degli utenti, sembra quasi uno scherzo, purtroppo è invece una realtà di disservizi sempre a scapito dei cittadini. Per ridurre il numero di interscambi bisogna risolvere la questione dell'interoperabilità delle reti nel tratto FS Brindisi-Lecce (che è elettrificato) e nel tratto FSE Lecce-Gagliano del Capo-Leuca (che non è elettrificato). Questione di non facile soluzione e che meriterebbe un approccio più realistico alla materia, non certo favolistico".

"La terza grande bugia di Minervini è quella che ci racconta come se questi interventi dovessero essere inaugurati ed entrare in servizio in breve tempo. Invece, siamo in una fase progettuale iniziale e ci vorranno almeno da 3 a 5 anni per realizzare l'opera. E come se ancora non bastasse, nessuna notizia ci è stata fornita circa le modalità della copertura finanziaria dei servizi di trasporto".

"Siamo poi molto delusi dalla consueta mancanza di coinvolgimento delle istituzioni sulle definizioni progettuali. Tutte le Province coinvolte in questi fantomatici progetti sono state escluse da ogni consultazione. Si rafforza, purtroppo, ancora una volta, il modello neocentrista e baricentrista di una Regione che decide autonomamente quali Enti coinvolgere nei processi decisionali che più le fanno comodo", conclude l'assessore Ciccarese.


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