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Approvato oggi il Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2012 della Provincia di Lecce: con la maggioranza vota anche l'Udc

  12/03/2012

Seduta ordinaria per il Consiglio Provinciale di Palazzo dei Celestini. In apertura di seduta si è provveduto alla surroga del dimissionario consigliere Salvatore Polimeno, recentemente nominato assessore nella giunta Gabellone. A subentrargli tra i banchi della maggioranza il consigliere Salvatore Perrone, assessore uscente.

Lo stesso Consiglio ha preso atto, inoltre, dell'adesione del consigliere Salvatore Piconese al gruppo del Pd.

Il Consiglio provinciale ha dunque discusso il Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2012, corredato dalla relazione previsionale e programmatica e dal Bilancio pluriennale 2012-2014, approvato con 23 voti favorevoli (tra cui anche l'Udc) e 6 contrari.

Sulla discussione, anche a nome del presidente Gabellone e dell'intera maggioranza di Palazzo dei Celestini, è intervenuto il consigliere provinciale Biagio Ciardo, presidente del gruppo Pdl e capogruppo di maggioranza.

Nel suo intervento Ciardo ha fatto presente come "ci sia una decisa soluzione di continuità tra il primo biennio dell'amministrazione in carica ed il triennio futuro. Preliminarmente si può affermare che, posto il doveroso equilibrio generale delle entrate e uscite, gli anni 2012, 2013 e 2014 presentano per la prima volta, dopo vari anni, un equilibrio nella gestione corrente. Questo bilanciamento rappresenta il primo sintomo della salute dell'Ente: si può dunque affermare che i risultati conseguiti confermano la validità della strada intrapresa. Più volte la Corte dei Conti, nel corso degli ultimi anni di fronte all'analisi dei nostri consuntivi e bilanci di previsione, ha ammonito l'Ente per i fragili equilibri che tali documenti attestavano. Ogni volta è stato risposto con documentazione probante, dimostrando gli sforzi messi in atto per arginare prima e risanare poi la struttura finanziaria".

"Come già avviato nel 2010, nel 2011 si è consolidata la quasi ossessiva ricerca di risparmi gestionali, un più efficiente controllo sulle partecipate, la progressiva riduzione dell'indebitamento i cui effetti sono tuttavia di medio/lungo periodo e la ricerca di tutte le forme di smobilizzo del patrimonio".

"La simbologia della "montagna da scalare" è risulta errata per difetto, rispetto a quando, nel 2010, è stata rappresentata. A scanso di polemiche non consideriamo l'indebitamento figurativo da swap e limitiamo "soltanto" a 18 milioni di euro lo squilibrio al 2010. Nel 2011 ci sono stati ulteriori appesantimenti come l'insussistenza di 7 milioni di euro, i tagli ai trasferimenti per 7 milioni di euro nel 2011, il recente debito fuori bilancio pari a circa 2 milioni di euro ed il disavanzo della Stp. Anche le entrate stavano subendo un logoramento dovuto alla crisi generale che si andava ad attestare ad una perdita di 1 milione e mezzo di euro ad anno".

"Quella "montagna" nel 2011 si era elevata all'ingente cifra di 35 milioni di euro, tutta ampiamente dimostrata e che deriva da cause addebitabili a più fattori e responsabilità, che non è più utile ricercare, ma su cui bisogna essere concordi e convinti, prima di affrontare il bilancio 2012–2014".

"A questo tuttavia si accompagna l'orgoglio di proporre per il triennio 2012–2014 una situazione sicuramente migliore rispetto al 2011, che a sua volta migliorava l'anno precedente".

"In conclusione la posizione del Pd, di contrapposizione al bilancio, è strumentale. E tutto ciò lo testimonia l'esiguità degli emendamenti proposti (appena uno per la risibile cifra di 7mila euro), fatto che testimonia la solidità inaffondabile delle nostre politiche di risanamento. A questo si aggiunga l'assoluta demagogia con cui lo stesso Pd ha presentato due ordini del giorno strumentali e del tutto inapplicabili, perché solo demagogici e non in grado di sorreggersi su reali dati di bilancio", ha concluso Biagio Ciardo.

Il Consiglio ha poi discusso l'ordine del giorno presentato dal consigliere Biagio Ciardo, sottoscritto unanimemente da tutte le forze politiche presenti a Palazzo dei Celestini, in favore della liberazione del maresciallo Massimiliano Latorre e del sergente Salvatore Girone.

Con l'ordine del giorno, votato all'unanimità, si impegna il presidente della Provincia di Lecce a sensibilizzare il Governo Italiano, nelle persone del presidente del Consiglio Monti e del Ministro degli Affari Esteri Terzi di Sant'Agata, ad intensificare la propria attività diplomatica e a porre in essere, senza indugio, qualsiasi azione che possa risultare risolutiva alla liberazione del maresciallo Massimiliano Latorre e del sergente Salvatore Girone dallo stato di ingiusta detenzione e restrizione personale, alla quale sono illegittimamente sottoposti dalle autorità indiane.







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