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Il Festival dello sviluppo sostenibile ha visto la Provincia di Lecce protagonista. Disponibile la registrazione dell'evento

  07/10/2020

La Provincia di Lecce è stata tra le "tappe virtuali" del Festival dello sviluppo sostenibile 2020, la più grande manifestazione italiana sulla sostenibilità, organizzata dall'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce attualmente oltre 270 tra le principali organizzazioni della società civile italiana.

"Sostenibilità. È ora di agire" è stato il claim scelto per questa quarta edizione che rivela l'obiettivo: diffondere la cultura della sostenibilità e promuovere l'attuazione dell'Agenda 2030, sottoscritta da tutti i Paesi delle Nazioni Unite il 25 settembre del 2015, così da raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDG nell'acronimo inglese).

La Provincia di Lecce ha ospitato nei giorni scorsi una tappa del Festival, con l'evento in streaming dal titolo "Sostenibilità e benessere nelle province", organizzato in collaborazione con Upi (Unione Province d'Italia) - Cuspi (Coordinamento Uffici Statistica Province Italiane) e Sistan (Sistema statistico nazionale). L'iniziativa fa parte degli oltre 300 appuntamenti programmati in tutta Italia, con cui il Festival si sta snodando in rete dal 22 settembre scorso.

La registrazione dell'evento è ora disponibile sul canale Youtube dell'UPI all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=7ak3slaVuOo

"Il Festival rappresenta una grande mobilitazione della società civile che contribuisce a coinvolgere cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni, diffondendo la cultura della sostenibilità, attraverso iniziative diffuse, come quella che ci ha visto partecipi", dichiara il presidente della Provincia di Lecce e numero uno di Upi Puglia Stefano Minerva, che ha aperto i lavori.

In particolare, nel corso dell'incontro online sugli indicatori di sviluppo sostenibile delle province, Upi-Cuspi hanno presentato, in collaborazione con Istat, l'attività ed un'anteprima del Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes) 2020 delle Province e Città, nato al fine di supportare l'attività di programmazione degli Enti.

Il Rapporto Bes, alla sua quinta edizione, vede 31 enti collaborare in rete per realizzare una base conoscitiva territoriale analitica, coordinata ed aggiornata. Chi amministra e governa i territori, infatti, si confronta, quotidianamente e da vicino, con i problemi e le esigenze dei cittadini e necessita di un quadro conoscitivo generale il più possibile oggettivo per poter rispondere adeguatamente alle domande del territorio e della popolazione in ottica di sostenibilità e benessere.

L'incontro, introdotto dal presidente Stefano Minerva, ha visto gli interventi di Gaetano Palombelli (Upi) su "Le Province e l'elaborazione dati di sviluppo sostenibile: strumento fondamentale per la programmazione territoriale"; Paola D'Andrea (Cuspi) e Grazia Brunetta (Ufficio Statistica - Provincia di Lecce), "Il rapporto Bes su Province e Città metropolitane: indicatori per un territorio sostenibile"; Aurea Micali (Istat), "Statistica e coordinamento sul territorio"; Angela Maria Digrandi, Miria Savioli, Alessandra Tinto (Istat), "Nuove sfide del Bes nazionale e le buone pratiche in Puglia"; Manlio Calzaroni (Asvis), "Lo sviluppo sostenibile come strumento strategico". I lavori si sono conclusi con l'intervento di Piero Antonelli (Upi).

Indicatori come quelli calcolati nello studio del Bes delle Province sono sicuramente utili sia per monitorare le conseguenze delle azioni svolte dai governi locali, sia per aumentare la consapevolezza di quelle che sono le caratteristiche dei territori, di quali sono i loro punti di forza e di debolezza e di quello che si può fare per migliorare la situazione economica, sociale e ambientale del territorio, perché si possa consegnare un Paese migliore alle future generazioni.

Per gli amministratori è indispensabile poter disporre di dati e di indicatori utili a valutare le priorità degli interventi, secondo l'urgenza e le risorse disponibili, ma è anche necessario avere una visione temporale più ampia e pensare a come programmare lo sviluppo dei territori seguendo le inclinazioni, le risorse naturali, le dinamiche demografiche e le vocazioni del territorio stesso.



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