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"Sotto il Vesuvio di Andy Warhol": sabato a Lecce l'inaugurazione della prestigiosa mostra, omaggio a Napoli dal ‘600 ad oggi

  07/06/2012

La Provincia di Lecce pronta a lanciare un nuovo evento culturale di alto livello. Verrà inaugurata sabato 9 giugno, alle 19, a San Francesco della Scarpa a Lecce, la mostra intitolata "Sotto il Vesuvio di Andy Warhol". A tagliare il nastro dell'allestimento allo stesso tempo prezioso e originale saranno il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l'assessore alla Cultura Simona Manca e il soprintendente al Polo museale di Napoli Fabrizio Vona.

L'evento vuole essere una sorta di omaggio a Napoli e alla napoletanità, fortemente voluto, promosso e organizzato dall'Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce attraverso il Museo Provinciale "Sigismondo Castromediano", il Mibac (Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico) e il Polo Museale della Città di Napoli, nella persona del suo Soprintendente Fabrizio Vona, in collaborazione con Dipartimento Educazione Castello di Rivoli-Museo d'Arte contemporanea, Fondazione Cassa di risparmio di Puglia e Soprintendenza Bsae della Puglia.

L'iniziativa fa parte del programma della manifestazione "Cortili aperti", promossa da Comune di Lecce, Provincia di Lecce e Associazione Dimore Storiche Italiane – Sezione Puglia.

In esposizione, l'imponente opera di Warhol dedicata al Vesuvio, che dà il titolo alla mostra. Nel 1981 Andy Warhol realizza per Lucio Amelio l'opera "Fate Presto", ispirata al disastroso terremoto del 23 novembre 1980, serigrafando una pagina del quotidiano napoletano "Il Mattino". Il rapporto dell'artista americano con Napoli diventa fecondo e si concretizza con una serie di lavori approntati per la mostra "Vesuvius by Warhol", presentata a Capodimonte, dove rimane come dono l'opera che sarà presente nella mostra leccese, "Vesuvius".

"La gentile concessione del Museo Nazionale di Capodimonte di mettere a disposizione del Museo Provinciale di Lecce il grande dipinto di Warhol ha fatto nascere l'idea di una piccola mostra che raccontasse frammenti di emozioni napoletane, tra passato e presente", racconta la vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Lecce Simona Manca, "così sotto il Vesuvio ecco la memoria di una Napoli Barocca con le Nature Morte del Sei e Settecento; Acquerelli Incisioni e Vedute dell'Ottocento e poi il post-Warhol con Facce di Partenope di Vittorio Pescatori. Una sorta di viaggio, dunque, che ha come unico denominatore Napoli dal ‘600 ad oggi".

L'allestimento prevede, oltre all'opera di Warhol, una serie di Nature Morte del Sei e Settecento, opere di artisti napoletani, una serie di acquerelli, incisioni e vedute dell'Ottocento che illustrano il costume napoletano e, infine, la serie straordinaria di fotografie pastellate di Vittorio Pescatori, anch'esse naturalmente dedicate a Napoli nella sezione intitolata "Facce di Partenope".

Curatori della mostra, Fabrizio Vona e Antonio Cassiano, direttore del Museo Provinciale. Il catalogo è edito da Congedo.

Per ciò che riguarda le Nature morte del Sei e Settecento, c'è da dire che il contributo dato dagli artisti napoletani alla nascita e agli sviluppi di questo genere pittorico è indubbio ed universalmente riconosciuto. La lezione del naturalismo di Caravaggio imprime al genere una svolta in senso moderno, esemplificata nella mostra leccese da due piccole tele ottagonali di Luca Forte, una "Natura morta con pere e mele" e una "Natura morta con ciliegie", che con estrema minuzia ed un attento uso del colore e delle ombre rappresentano uno straordinario "studio dal vero". Muta registro stilistico, volgendo decisamente verso il barocco, la pittura di Paolo Porpora, Gaspar Lopez e Gaetano Cusati, artisti che in varia misura contribuiscono alla trasformazione del genere in senso decorativo, puntando alle esuberanze cromatiche, all'impianto scenografico, al grande formato. I "Fiori con coppa di cristallo" di Porpora rappresenta proprio questo momento di passaggio verso il barocco, mentre nel dipinto di Gaspar Lopez vi sono già i suoi motivi più tipici: il giardino, le statue antiche, i serti di fiori. Nelle opere di Gaetano Cusati, infine, si avverte la lezione di Giovan Battista Ruoppolo e di Abraham Brueghel, con la maggiore liberta pittorica del tardo Luca Giordano. La trasformazione del genere è imputabile al mutato clima culturale di cui è portavoce l'aristocrazia napoletana tra fine Seicento e inizi del Settecento. Oltre alle 6 nature morte arrivate dal Museo di Capodimonte e che, fra l'altro, vengono da una precedente esposizione itinerante in Cina, saranno esposte anche due imponenti Nature morte di collezione privata leccese, opere di Gaetano Cusati.

Altro tassello interessante della mostra sono "Le facce di Partenope" di Vittorio Pescatori. Sgarbi lo definisce "fotografo poeta" per la sua capacità di guardare Napoli con meraviglia e restituircela in maniera ironica, bella, esclusiva. Le fotografie di Vittorio Pescatori stanno a metà via tra il mondo di Lartigue e quello di Cartier Bresson, prendendo dal primo l'aria di gioiosa complicità e di ironica felicità, dall'altro la magia del "tiro fotografico", dell'istante fermato per sempre dall'istantanea. È indubbio che i lavori di Pescatori, le fotografie colorate, abbiano raggiunto risultati molto originali. Sono pastelli, opere a tecnica mista, fotografie in bianco e nero, stampe fotografiche virate con colori pastello.

La parte della mostra intitolata "Acquerelli Incisioni e Vedute dell'Ottocento" racchiude, invece, 31 tra guaches, acquerelli, disegni dall'archivio Congedo, risalenti ad un periodo compreso tra la fine del ‘700 e la prima metà dell'800. Scene di vita popolare napoletana realizzate da artisti del genere che finiscono per offrire quegli aspetti pittoreschi che tanto divertivano turisti e visitatori stranieri dell'epoca a Napoli. Il percorso sia apre con una preziosa "Carta del Regno di Napoli" di Joannes Blaeu, incisione acquerellata, per proseguire con guache "Notturno napoletano", di Gioacchino La Pira del 1840 e di Saverio Della Gatta, considerato tra i migliori vedutisti attivi a Napoli tra il 700 e l'800.

La mostra sarà visitabile fino al 27 agosto, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20; sono previste visite guidate e attività didattiche specifiche. Info: 0832 683503.


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