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Il generale Mario Mori domani a "Miggianosilibra" per raccontare la sua vita "ad alto rischio"

  29/06/2012

Domani, sabato 30 giugno, alle ore 20, l'Ante Theatrum a Miggiano (via Roma), ospiterà il generale dei carabinieri e prefetto Mario Mori.

Si tratta del nuovo appuntamento con la rassegna culturale "Miggianosilibra", promossa dal Comune di Miggiano, con il patrocinio di Provincia di Lecce (assessorato alla Cultura) e Regione Puglia. Questa volta, spazio alla vita e alle operazioni dell'uomo che ha arrestato "il capo dei capi" Totò Riina, raccontate dalla voce dello stesso protagonista.

Mario Mori, tra i fondatori dei Ros (Raggruppamento operativo speciale) ed ex direttore del Sisde (Servizio informazioni per la sicurezza democratica), presenterà, infatti, il suo libro intitolato "Ad alto rischio", scritto a quattro mani con Giovanni Fasanella, (Edizione Mondadori), e sarà intervistato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Carlo Bollino. In questa autobiografia professionale, Mori racconta per la prima volta la sua verità su quasi un quarantennio di storia italiana, dal caso Peci al sequestro D'Urso, dalle "stragi di Stato" alla cattura di Riina.

"Miggianosilibra" è un progetto formativo e culturale che la Provincia ha sostenuto sin da subito, poiché ha proposto e continua a proporre la presentazione di libri di attualità nazionale ed internazionale, alla presenza di autori, di giornalisti, di imprenditori e di personaggi della società civile, della politica, del mondo ecclesiastico. La rassegna, infatti, nasce dall'idea della lettura come strumento capace di migliorare le potenzialità di espressione e di organizzazione del pensiero, insieme allo sviluppo di uno spirito critico e di un pensiero libero.

A partire dallo scorso ottobre, puntualmente, nel "salotto" di Miggianosilibra, si sono avvicendate protagonisti diversi che hanno richiamato larghissima attenzione: dalla giornalista e scrittrice Cinzia Tani allo storico Arrigo Petacco, dal giudice Giuseppe Ayala alla criminologa Roberta Bruzzone.

Domani, dunque, sarà la volta del generale Mario Mori, il cui percorso professionale ha attraversato da vicino le più drammatiche e oscure stagioni della storia recente del Paese. Pupillo del generale Dalla Chiesa, nominato comandante della Sezione anticrimine di Roma il 16 marzo 1978, giorno del sequestro Moro, è stato, negli anni seguenti, uno dei massimi protagonisti della lotta al terrorismo. Dalla metà degli anni ‘80 è a Palermo a combattere la mafia fino a entrare nel 1990 nel Ros, l'organismo centrale dedicato alla criminalità organizzata e al terrorismo, di cui diventerà direttore nel 1998. Tanti gli arresti "eccellenti" della sua carriera, tra cui, il più eclatante, quello del capo indiscusso di Cosa Nostra Totò Riina. Uscito dall'Arma, andrà a dirigere il Sisde, coordinando le indagini sul terrorismo dopo l'11 settembre.


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