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Progetto "Lavoro femminile e conciliazione": pronte a prendere servizio le "commesse dei festivi". Oggi la fine della formazione

  03/08/2012

"Partecipare a questo progetto ci ha riacceso gli animi, ci ha ridato una speranza che forse oramai si era spenta. Siamo 24 donne spinte da una grande forza d'animo e tanta voglia di vivere e lavorare per poter garantire ai nostri figli un minimo di stabilità; questo progetto ci sta dando la possibilità di formarci in vista di un reinserimento nel mondo del lavoro, anche se per un breve periodo, ma è pur sempre un inizio".

Sono queste le toccanti parole che hanno segnato l'incontro conclusivo del percorso formativo (70 ore), avviato presso la sede della Provincia di Lecce, che ha coinvolto mamme inoccupate, sole e con figli a carico, con un reddito familiare inferiore ai 10mila euro, che hanno partecipato al bando previsto nell'ambito delle politiche di conciliazione attuate dall'Assessorato alle Politiche sociali e Pari opportunità della Provincia di Lecce. Il progetto pilota, va sottolineato, rappresenta, al momento, un unicum a livello nazionale, ed è stato approvato dalla Regione Puglia con un finanziamento complessivo di 165mila euro del Dipartimento delle Pari opportunità.

A parlare a nome di tutte, leggendo una lunga e accorata lettera che il gruppo ha indirizzato all'assessore provinciale alle Politiche sociali Filomena D'Antini Solero, è stata una delle prossime neo "impiegate", nell'ambito dell'incontro odierno negli Uffici della Provincia in via Botti.

Con oggi si è conclusa, infatti, la fondamentale parte formativa del progetto; a partire dai prossimi giorni per le 24 donne si apriranno le porte delle aziende alle quale, con un sorteggio, sono state assegnate, in qualità di addette alle vendite: Brico Center, City Moda e Nemola.

"Ora la Provincia trasferirà le risorse e i dati delle lavoratrici alle aziende e già dalla prossima settimana si potranno avvalere della vostra professionalità", ha detto l'assessore Filomena D'Antini Solero, visibilmente emozionata di fronte a un'idea che ha fortemente perseguito e che oggi è finalmente una preziosa, quanto rara, opportunità per queste mamme in difficoltà. "Siete donne speciali, che vivete situazioni familiari non semplici e nel percorso formativo avete portato ognuna la propria esperienza di vita, confrontandosi con le colleghe in momenti di scambio costruttivo e di solidarietà, e ci avete trasmesso molto, esaltando l'aspetto sociale del progetto che è stato ancor più gratificante, andando ben oltre le esigenze di conciliazione vita-lavoro che hanno indotto la Provincia a ideare questa progettazione".

La mamma "portavoce" ha poi sottolineato: "Siamo donne, abbiamo dei figli, siamo sole e molte di noi non possono contare nemmeno su un sostegno economico di qualsivoglia natura. Trovare un lavoro per noi e per tutte le donne che si trovano nella nostra condizione lo è ancora di più", ha detto, dando spazio poi a una serie di proposte pensate da tutte per la prosecuzione del progetto.

L'assessore D'Antini Solero ha aggiunto. "Grazie al vostro ingresso temporaneo nel mondo del lavoro, voi, forze di supporto e di sostituzione avrete modo di prestare un'attività lavorativa e altre mamme potranno conciliare le loro esigenze di vita e di occupazione. A questo proposito non posso che esaltare la sensibilità e il forte spirito collaborativo delle tre aziende coinvolte, insieme alla ampia sinergia delle associazioni di categoria e di quelle sindacali, che ci sono sempre state vicine in tutto il percorso".

A dimostrazione di ciò l'attenta presenza dei rappresentanti delle aziende all'incontro di oggi (Guido Nemola per l'omonima società, Massimo Gervasi, responsabile punto vendita City Moda e Antonella Minghetti, caposettore vendite Brico Center), che hanno "accolto" le speciali addette alle vendite.

"Il progetto prevede il pagamento tramite "i voucher di conciliazione", i buoni lavoro che corrispondono ai contributi previdenziali e assicurativi, oltre alla retribuzione di 7,5 euro netti all'ora. Le risorse a disposizione delle aziende ammontano a 65mila euro per un totale di 650 giornate lavorative. Il mio impegno è, laddove dovesse concretizzarsi un altro finanziamento, quello di riproporre la nostra azione, apripista delle cosiddette buone prassi, e offrire nuove opportunità a donne che necessitano di potersi inserire nel mondo del lavoro".


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