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L'Amministrazione difende Lecce capoluogo: passa la delibera con il solo no del Pd

  12/10/2012

Il Consiglio provinciale, riunitosi questa mattina a Palazzo dei Celestini in seduta ordinaria, si è espresso sul processo di riordino delle Province, esprimendo a maggioranza (21 voti favorevoli e 6 contrari) il proprio indirizzo favorevole alle iniziative di tutti i Comuni dell'area brindisina e tarantina, volte all'aggregazione degli stessi alla circoscrizione amministrativa della Provincia di Lecce. Contestualmente il Consiglio ha investito il Presidente per l'invio di una sollecita comunicazione alla Regione Puglia contenente l'indirizzo deliberato, corredata dal contestuale invito a procedere alla formulazione della proposta di riordino delle circoscrizioni amministrative, tenendo conto delle iniziative comunali.

Il consigliere Adriana Poli Bortone, nel suo intervento, ha sottolineato come "la Provincia di Lecce sia certa di avere i requisiti" e come "la posizione del presidente Gabellone sia condivisa e corretta", rimarcando al tempo stesso di come "la Regione non abbia colpevolmente attivato il Consiglio delle Autonomie per guidare questo processo nel luogo giusto, evitando, di fatto, la maniera caotica con cui si sta sviluppando". Il consigliere Poli Bortone ha poi presentato un emendamento, votato dalla maggioranza, con cui si "impegna il Ministero a diffidare e dichiarare inadempiente la Regione Puglia che non ha rispettato lo statuto, prefigurando il commissariamento da parte del Governo per la Regione".

Intervenuto a nome della maggioranza il consigliere Biagio Ciardo ha sottolineato come "la Provincia di Lecce sia stata attenta e lungimirante rispetto alla questione del riordino delle Province: ora si è finalmente capito che l'Ente Provincia è un tesoro, non una fonte di spreco. Come Provincia di Lecce, avendo i requisiti per la sopravvivenza, diciamo ai Comuni limitrofi di Brindisi e Taranto, nel caso in cui volessero aderire, che siamo pronti ad accoglierli a braccia aperte, orgogliosamente convinti di come la Provincia di Lecce debba esserci e debba avere come capoluogo la Città di Lecce. Abbiamo dimostrato di essere una Provincia aperta a chi vorrà venire, a quanti vorranno collaborare con noi. Non intendo passare dal baricentrismo al baritarantismo".
Il presidente della Provincia Antonio Gabellone, a conclusione dell'articolato dibattito, ha dichiarato: "Anche nel passato e con la Terra d'Otranto, Lecce ha sempre confermato la sua centralità. In una ipotesi di Provincia allargata, mai si potrebbe pensare che Lecce rimarrà al suo status di Città capoluogo".

Lo stesso Gabellone, durante il dibattito, ha chiesto al Gruppo Pd di prendere posizione chiara in favore di Lecce capoluogo, ma la richiesta di ribadire la centralità del territorio leccese sul resto dell'ipotetica maxi-Provincia è caduta nel vuoto: il Pd ha preferito votare contro la delibera e sostenere la possibilità di arrivare a una cessione del capoluogo da Lecce a Taranto. Per questo il solo Pd ha votato contro la delibera, passata con i voti del centrodestra, e destinata a ribadire che Lecce ha i requisiti richiesti, e anche quelli storici, per non perdere la sua centralità di capoluogo del Salento.

"Sarebbe gravissimo perderlo", ha concluso Gabellone, "con ripercussioni nella distribuzione e l'autonomia delle Asl, dei Tribunali, degli istituti di previdenza, delle compagnie dei Carabinieri, della Questura. Lecce non può scivolare, a mio parere, ad un ridimensionamento della sua posizione".



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