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Un viaggio nel tempo per rivivere Casole del 1163: domani l'evento, testimonial e protagonista Giorgio Forattini, nella Masseria Torcito a Cannole

  16/10/2012

Un tuffo nel passato, un vero e proprio viaggio nel tempo, per rivivere, attraverso i cinque sensi, tutto ciò che si faceva nel Monastero idruntino di San Nicola di Casole, nel lontanissimo 1163. L'originale e suggestivo "Time travel. Una giornata al monastero di San Nicola di Casole-1163", si svolgerà domani, mercoledì 17 ottobre alla Masseria Torcito di Cannole.

L'evento si realizza grazie all'organizzazione internazionale "Bridging Ages", in collaborazione con la Provincia di Lecce, l'Istituto comprensivo di Uggiano La Chiesa, Intini Source spa e la Biblioteca Marciana di Venezia.

La manifestazione, che sarà aperta al pubblico a partire dalle ore 11.30, è stata presentata oggi, a Palazzo Adorno, dalla vice presidente e assessore provinciale alla Cultura Simona Manca, dal consigliere provinciale Francesco Bruni, dall'assessore del Comune di Otranto Michele Tenore, dall'amministratore unico di Intini Source s.p.a Sergio Donadonibus, dalla curatrice dei manoscritti e rari della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia Susy Marcon, dalla docente di Storia dell'Arte Paleocristiana e Medievale dell'Università Ca' Foscari di Venezia Giordana Trovabene, dal library consultant già direttore del Sistema Bibliotecario Università Ca' Foscari di Venezia Alessandro Bertoni, da Cécile Franchetti per Bridging Ages, dal già dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Uggiano La Chiesa Elio Lia e dalla dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo di Uggiano La Chiesa Maria Antonietta Luceri.

Giorgio Forattini è il testimonial d'eccezione dell'evento, ma sarà anche tra i protagonisti: vestirà i panni dell'arcivescovo di Otranto Gionata, che commissionò il mosaico del pavimento della Cattedrale di Otranto.

Tutti i partecipanti al time travel indosseranno, infatti, i costumi dell'epoca e seguiranno uno scenario proposto da "Bridging Ages" che verrà reso noto solo domani agli stessi protagonisti.

Il tema scelto per questo insolito viaggio nel tempo è la vita che si svolgeva nel XIII secolo, tra le mura del Monastero di San Nicola di Casole, ad Otranto. Qui, come nelle altre abbazie salentine, i monaci avevano realizzato, con pazienza e solerzia, una preziosa biblioteca della cultura greca, che spaziava dalla storia alla filosofia, dalla medicine alla scienza, dalla poesia alla prosa. Gli studenti dell'epoca giungevano a Otranto da tutto il Mediterraneo per scoprire, leggere, imparare quella cultura che, allora, era al centro del mondo.

"Casole è stata uno dei monasteri e delle biblioteche più importanti dell'Occidente, ponte tra la cultura latina e quella orientale di cui oggi purtroppo abbiamo soltanto pochi ruderi. Dobbiamo cominciare a far rivivere e valorizzare anche le testimonianze immateriali di questo luogo meraviglioso", dichiarano Antonio Gabellone e Simona Manca, rispettivamente presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Lecce.

E spiegano: "Protagonisti dell'esperienza di domani, basata su un vero e proprio metodo educativo che consiste nel rivivere la storia locale in modo diretto, saranno gli studenti che, per un giorno, si dedicheranno allo studio di un codice ritrovato alla Biblioteca Marciana di Venezia e alla progettazione del mosaico della Cattedrale di Otranto, guidati dai docenti dell'Università Cà Foscari di Venezia e dalla curatrice del progetto di Bridging Ages".

"L'occasione è, dunque, ghiotta perché trasmette alle giovani generazioni, ma non solo, l'importanza di conoscere la storia, in particolare quella del proprio territorio. Risvolto non meno fondamentale è che si tratta di una proposta culturale e di apprendimento secondo schemi e con supporti lontani e diversi dai tradizionali metodi scolastici", concludono.

La metodologia del time travel, infatti, efficacemente collaudata come risorsa fondamentale per l'insegnamento della "local history" ai ragazzi, è uno strumento potente, in cui s'impiegano i cinque sensi: ci si veste, si parla, si mangia, si agisce in tutto e per tutto come gli individui dell'epoca in cui si vuole "tornare". Si vive, effettivamente, nell'epoca scelta, anche se è solo per un giorno. Si diventa quelle persone, non si interpreta semplicemente un ruolo.

È per questo che, a monte, occorre fare una lunga e attenta preparazione che comprende 7 fasi: scelta del luogo, ricerca negli archivi, interpretazione del paesaggio dell'epoca, training degli insegnanti, didattica a scuola, time travel effettivo, valutazione finale. Tutto ciò per far sì che la storia possa riaccadere nel presente, tramite il dialogo, la ricerca e l'importante riflessione finale, grazie alla quale è possibile ridisegnare e rielaborare concetti relativi non solo al passato, ma anche e soprattutto al presente e al futuro delle comunità.

"Bridging Ages" è un'organizzazione internazionale, composta da studiosi, docenti e operatori culturali, che dal 2004 operano in 20 Paesi, organizzando, in collaborazione con le scuole, i musei e intere comunità, i cosiddetti time travel, o viaggi nel tempo, eventi che coinvolgono centinaia e migliaia di persone in tutti i continenti nei luoghi più piccoli e più significativi del pianeta. La sua sede centrale si trova nel Museo di Kalmar, in Svezia.

"Il nostro è un invito a studiare e vivere la storia al di fuori delle aule, per ricreare il passato al fine di comprendere meglio la società di oggi. Ci occupiamo di educazione attraverso la ricostruzione di ambientazioni storiche generando viaggi nel tempo. Bridging Ages ha tenuto conferenze e time travel in Italia, Estonia, Finlandia, Lettonia, Svezia, Sud Africa e Turchia. La prossima conferenza sarà in primavera in New Mexico", spiega Cécile Franchetti, rappresentante dell'associazione "Bridging Ages".


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