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La scomparsa del professore Gino Pisanò: il ricordo della vicepresidente e assessore alla Cultura Simona Manca

  19/03/2013

"Tirava un vento inquieto ieri sul Salento. Un vento forte accompagnato a tratti da una pioggia fitta fitta. E in una giornata così, di quelle che ti mettono per forza malinconia, Gino Pisanò se ne è andato in punta di piedi. Lontano dal "suo" Salento, purtroppo, ma pur sempre, per fortuna, nella sua terra. Che ora mi piace pensare lo abbracci idealmente e gli sussurri grazie. Grazie per quanto ha voluto donare del suo sapere e ha voluto dedicare dei suoi infaticabili e assai complessi studi alla cultura della nostra Comunità, contribuendo, di fatto, a costruirne e caratterizzarne un'identità prima ignorata". Sono queste le parole con le quali Simona Manca, vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Lecce intende ricordare il professore Pisanò all'indomani della sua scomparsa.

"Non è un caso che il suo nome sia stato legato subito a doppio filo con due delle più importanti iniziative culturali che la Provincia di Lecce ha realizzato in questi anni. Innanzitutto l'Istituto di Culture Mediterranee, di cui Pisanò è stato il primo e indimenticabile presidente. Attento, sensibile, instancabile, appassionato. Insomma, quello che si dice un animo nobile, un uomo di altri tempi".

"E poi il Parco Letterario, un modo nuovo ed originale per conoscere e far conoscere il Salento, luogo dell'anima di poeti, letterati, scrittori, artisti. Una sfida lanciata attraverso l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce, la cui Amministrazione guidata dal presidente Antonio Gabellone, scelse proprio il professore Pisanò quale componente del Comitato tecnico di studio del Parco Letterario "Quinto Ennio", insieme ad altri nomi importanti del mondo culturale pugliese. Stavamo anche lavorando ad una mostra sui codici di Casole, ma la sua malattia ci ha fermato".

E aggiunge: "La sua prematura scomparsa ci lascia un vuoto difficile da colmare. Personalmente mi mancherà quell'affettuoso rapporto umano che avevamo creato, fatto di collaborazione, rispetto reciproco dei ruoli, di un sempre prolifico e vivace scambio di idee e visioni".

"Però, mi conforta l'idea che uomini grandi come lui lascino un'eredità altrettanto grande a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di stargli vicino o, semplicemente, anche solo l'opportunità di conoscerli, per esempio, con la lettura di una delle sue opere".

"Forse è per questo che oggi il vento non soffia più forte sulla terra che Gino Pisanò ha tanto amato. Né piove. Oggi sul Salento è tornato il sole", conclude la vice presidente Simona Manca.


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