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Al via i due progetti innovativi integrati per l'inclusione sociale di madri sole ed ex detenuti nell'ambito territoriale di Campi Salentina

  28/03/2013

Otto donne in difficoltà e con figli, dieci detenuti ed ex detenuti, residenti nei Comuni di Campi salentina, Carmiano, Guagnano, Novoli, Trepuzzi, Squinzano, Salice salentino, Veglie, inizieranno già dalla prossima settimana un percorso di formazione e di lavoro retribuito presso aziende ed attività commerciali dello stesso territorio.

L'opportunità di un nuovo inserimento nella vita sociale è offerta dai due "Progetti innovativi integrati per l'inclusione sociale di persone svantaggiate" predisposti d'intesa tra l'Assessorato alle Politiche sociali della Provincia di Lecce e l'Ambito Territoriale di Campi Salentina, nell'ambito dell'Avviso n. 6 del 2011 della Regione Puglia, previsto dal Fondo sociale europeo 2007 - 2013. Il finanziamento complessivo è di circa 194mila euro.

Le tipologie, i destinatari, gli obiettivi degli interventi, sono stati illustrati oggi, a Palazzo Adorno, dall'assessore provinciale alle Politiche Sociali e Pari opportunità Filomena D'Antini Solero, dall'assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità del Comune di Campi Salentina e presidente del Coordinamento istituzionale dell'Ambito Territoriale Sociale di Campi Salentina Angelo Sirsi, dall'amministratore unico della Cooperativa Sociale "Comunità San Francesco" di Ugento Antonia Cairo e dalla presidente della Cooperativa sociale "Progetto" di Novoli Enrica Quarta. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il sindaco di Guagnano Fernando Leone e l'assessore ai Servizi sociali Salvatore Cremis.

Gli interventi finanziati prevedono l'attivazione o l'implementazione di percorsi integrati (orientamento, formazione, accompagnamento, collocamento mirato) di inserimento e reinserimento socio-lavorativo e l'attivazione di forme di tutoraggio individuale per soggetti svantaggiati e nuclei familiari, attraverso la definizione di piani individualizzati di intervento.

In particolare, il primo progetto, presentato dalla Cooperativa sociale "Comunità San Francesco" di Ugento, riguarda otto donne sole con figli, maltrattate, residenti nell'Ambito di Campi salentina, e punta alla loro inclusione sociale mediante borse - lavoro. Queste donne seguiranno un corso di formazione retribuito per un mese e lavoreranno part - time per gli undici mesi successivi presso aziende ed attività commerciali varie, con una retribuzione mensile di 540 euro.

Il secondo progetto, gestito dalla Cooperativa sociale "Progetto" di Novoli, interessa 10 detenuti, ex detenuti e soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione, residenti da almeno tre mesi all'interno dell'Ambito di Campi salentina, e mira alla loro riabilitazione sociale e al loro inserimento effettivo nel mercato del lavoro. I destinatari già individuati seguiranno nei prossimi mesi un tirocinio formativo individualizzato in aziende scelte in base alle loro competenze specifiche, ricevendo un rimborso spese complessivo di 2350 euro per sei mesi.

Dopo aver espresso il suo plauso all'attività svolta dall'Ambito territoriale guidato dal Comune di Campi salentina (capofila), l'assessore provinciale alle Politiche sociali e alle Pari opportunità Filomena D'Antini Solero ha evidenziato: "L'avvio di due progetti concreti e di così ampio respiro è il risultato di un lavoro sinergico fatto da otto comuni con il coordinamento incisivo della Provincia di Lecce. Proprio la Provincia di Lecce, infatti, in virtù del suo ruolo di coprogettazione e supervisione, è in grado di dare indicazioni precise e di intercettare i bisogni reali e le emergenze della comunità salentina nel suo insieme".

L'assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità di Campi salentina Antonio Sirsi ha dichiarato: "Nella programmazione del nostro Ambito sociale abbiamo individuato due settori d'intervento importanti perché molto esposti all'emarginazione e al rischio sociale. Diciotto persone, tra madri vittime di violenza e ex detenuti di otto comuni del nostro territorio avranno per un anno un reddito minimo garantito e la possibilità di formarsi in aula. La speranza è che anche uno solo di loro riesca ad inserirsi realmente e continuare a lavorare in futuro".


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