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Un nuovo ponte Salento Albania attraverso "lo stretto" di Otranto: al via il meeting internazionale del progetto "Nostra"

  10/04/2013

Un confronto aperto sulle nuove opportunità di sviluppo dei rapporti tra il Salento e l'Albania, attraverso il Canale d'Otranto, che diviene sempre più "Stretto". Ha preso il via oggi, ad Otranto, il Meeting internazionale "Tourism and cultural heritage", promosso dalla Provincia di Lecce.

L'evento, in programma fino a domani, è il primo importante appuntamento salentino del "Netwok of straits" (Nostra), il progetto europeo di cooperazione che coinvolge 16 istituzioni in 8 tratti di mare ricadenti all'interno di Paesi aderenti all'Unione Europea, con l'obiettivo di promuoverne uno sviluppo economico e sociale sostenibile.

Ad aprire l'incontro, ospitato nella Sala Teatrale dell'Istituto Suore "Maestre Pie Filippini" in Piazza Castello, l'assessore al Turismo e Marketing territoriale della Provincia di Lecce Francesco Pacella, il consigliere del Comune di Otranto Francesco Vetruccio e il presidente della Regione di Valona Anesti Dhimojani.

Spazio, quindi, agli interventi dell'assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia con Piacentino Ciccarese, del consigliere provinciale Adriana Poli Bortone, che in veste di delegata dal presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, ha lanciato l'idea di lanciare un Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (Gect), con l'Albania, e dei rappresentanti dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto.

Al centro dei lavori della prima giornata del Meeting, le relazioni dei docenti dell'Università del Salento Antonio Cordella, Stefano De Rubertis e Alberto Basset, che hanno condotto, d'intesa con la Provincia di Lecce, uno studio su tutte le iniziative di cooperazione con l'Italia, e in particolare, la Puglia ed il Salento, realizzate dal 2000 ad oggi in Albania.

L'assessore provinciale al Turismo e Marketing territoriale Francesco Pacella dichiara: "Il progetto Nostra rappresenta per la Provincia di Lecce un'occasione unica per scambiare buone prassi, con tutti i partner europei e albanesi in particolare, e per disegnare insieme progetti concreti per futuri investimenti in settori strategici come il turismo, l'agricoltura, i trasporti, all'insegna dell'ecosostenibilità, nel Paese delle Aquile. Il tutto in vista del nuovo Programma di cooperazione Italia-Albania 2013, per cui sono previsti finanziamenti europei per oltre 20 milioni di euro. Un'opportunità di crescita per il Salento che non possiamo perdere e non ci deve trovare impreparati".

"Non dimentichiamoci", prosegue l'assessore Pacella, "che l'Italia è il primo partner commerciale dell'Albania e che la Puglia copre il 12% delle esportazioni e il 18,3% delle importazioni italiane da e verso l'Albania, con un interscambio pari a 260 milioni di euro".

"Con l'iniziativa di oggi abbiamo dato il via alla costruzione di questa sorta di ‘laboratorio permanente' di progetti per la cooperazione. L'Amministrazione provinciale, infatti, guarda all'Albania come terra di possibili investimenti economici, utilizzando come motore dello sviluppo di nuovi proficui rapporti tra le due aree, distanti appena una cinquantina di chilometri, il Canale di Otranto", conclude Francesco Pacella.

Lo studio condotto dall'Università del Salento, su input della Provincia di Lecce, e presentato oggi, fornisce vere e proprie ipotesi operative in questa direzione, partendo dall'esame di tutti i Programmi di cooperazione tra enti italiani, pugliesi in particolar modo, e albanesi, attuati dal 2000 ad oggi. In particolare, nelle conclusioni della relazione del professore straordinario di Geografia economico-politica all'Università del Salento Stefano De Rubertis emerge che il Canale d'Otranto diviene sempre più "Stretto", mentre gli ambiti di potenziale cooperazione si ampliano.

Rispetto agli obiettivi di crescita economica, le esperienze di cooperazione maturate tra Puglia e Albania suggeriscono di investire in azioni istituzionali, come ad esempio la creazione di un "board permanente", con sede in Puglia e in Albania, che potrebbe organizzare una rete delle pubbliche amministrazioni, eventualmente coinvolgendo altri attori dello sviluppo territoriale, ed azioni tematiche.

Tra le esperienze di cooperazione esaminate, le più significative che riguardano i trasporti, l'ambiente, il turismo e l'agricoltura, rappresentano un patrimonio su cui investire ulteriormente. L'agricoltura e l'artigianato agroindustriale potrebbero essere i primi comparti su cui intervenire in sinergia con la valorizzazione turistica. Parallelamente occorre organizzare l'offerta ricettiva e collegarla alle filiere. Sul tema si potrebbero capitalizzare diverse esperienze portate avanti da organismi come lo IAM, da Agenzie Regionali Pugliesi (Arpa, Arti, ecc.) e dalla quasi totalità delle Università pugliesi e albanesi.

Il Meeting "Tourism and cultural heritage" si concluderà domani, giovedì 11 aprile, sempre nella Sala Teatrale dell'Istituto Suore "Maestre Pie Filippini" in Piazza Castello ad Otranto, dalle ore 9.30 alle 14, con un nuovo incontro tematico in cui sono previsti gli interventi, tra gli altri, del dirigente delle Politiche comunitarie della Provincia di Lecce Carmelo Calamia, del presidente del Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici Antonio Navarra, e del responsabile tecnico del programma UNDP ARTGOLD2 Albania CTA Luigi Cafiero.

Il progetto Nostra, previsto nell'ambito del Programma Interreg IV C, è partito nel 2010 con la firma del Protocollo d'intesa e con il successivo Partnership agreement firmato a Calais, in Francia, nel 2012. I partner coinvolti sono Francia (capofila), Gran Bretagna, Provincia regionale di Messina, Provincia di Reggio Calabria, Finlandia, Svezia, Provincia regionale di Trapani, Romania, Finlandia, Danimarca, Germania, Corsica, Provincia di Sassari e National Park of Maddalena Arcipelago. Oltre al Canale di Otranto, gli altri tratti di mare coinvolti nel "Network of straits" sono lo Stretto di Dover, lo Stretto di Messina, lo Stretto di Kvarken, il Canale di Sicilia, il Golfo di Finlandia, lo Stretto di FehmarnBelt, lo Stretto di Bonifacio.


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