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Proteste Ugl e orchestrali: dichiarazione dell'assessore alla Cultura Simona Manca

  10/02/2011

"E' la protesta di chi prima di sedersi a un tavolo e confrontarsi su una questione, avanza le proprie richieste e si arrocca su fatti che non conosce". Questo il commento da parte della vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Lecce Simona Manca a proposito del disagio degli orchestrali manifestato dall'Ugl.

"Siamo profondamente rammaricati dell'attacco da parte dell'Ugl che, forse, interessandosi solo da poco tempo della questione degli orchestrali, non è probabilmente a conoscenza di tutte le sfaccettature. E, soprattutto, non è mai intervenuto al tavolo sindacale aperto e sede di scambio e di confronto continuo che lavora sulle questioni del rapporto lavorativo degli orchestrali; tavolo nel quale siamo ben disposti a confrontarci anche con la sigla Ugl nella prossima riunione periodica".

"Probabilmente l'Ugl non sa che l'amministrazione Gabellone ha lavorato strenuamente e ha operato una serie di scelte proprio con l'obiettivo di evitare gli sprechi, che ha portato a una seria razionalizzazione delle spese, tra cui anche quella citata dell'affitto del Teatro Politeama che, com'è noto, verrà interrotto a fine febbraio".

"In un periodo storico e economico disastroso, che registra tagli in tutti i settori, teatri che chiudono i battenti, un Ente lirico importante come quello di Cagliari che non riesce a fare la programmazione, la Provincia di Lecce ha scelto comunque di continuare ad investire nella Stagione lirica e in quella Sinfonica, non solo in funzione delle aspettative culturali del territorio, ma anche in funzione delle esigenze lavorative degli orchestrali".

"I dati parlano chiaro e testimoniano la controtendenza nel pur difficile panorama economico attuale. Nel 2006, periodo certamente più florido per le casse della Provincia, la media delle giornate lavorate è stata di 189; nel 2008 agli orchestrali sono state retribuite in media 242 giornate, mentre nel 2009 e nel 2010 siamo arrivati a retribuire 289 e 285 giornate".

"In questo quadro ci pare un paradosso, ingiusto e ingiustificato, un tipo di protesta del genere di fronte agli sforzi, ai segnali e all'impegno sostenuto", conclude la vice presidente Simona Manca.


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