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Gabellone e Manca: "l'ex convitto Palmieri diventera' il polmone culturale del sud e Cerrate passaggio culturale obbligato di chi visita il Salento"

  14/06/2013

L'ex Convitto Palmieri a Lecce e l'Abbazia di Cerrate pronti al restauro definitivo per diventare centri d'eccellenza di attrazione culturale e turistica.

Il tavolo della giunta provinciale, riunitosi oggi e presieduto da Antonio Gabellone, ha infatti dato il via libera all'approvazione dei progetti definitivi dei due complessi monumentali, per un impegno complessivo di 12 milioni e 500mila euro.

I due progetti concorrono per esser inseriti nella programmazione regionale ed essere finanziati con i fondi del POIn - Attrattori culturali della Regione Puglia.

Soddisfatti e fiduciosi il presidente della Provincia Antonio Gabellone e l'assessore alla Cultura Simona Manca. "Questa è un'operazione che portiamo avanti da due anni e che ci ha fatto arrivare ad oggi con due progetti strategici e qualificanti per il territorio, ma anche per un'Amministrazione per la quale la valorizzazione dei beni culturali è stata una priorità in questi anni. I progetti hanno già avuto l'apprezzamento dell'assessore regionale all'Assetto del territori e Beni culturali Angela Barbanente, con la quale c'è un rapporto di massima e proficua collaborazione. Noi confidiamo e ci aspettiamo che vengano finanziati perché possiedono anche l'altro criterio fondamentale per accedere al finanziamento, ossia l'essere immediatamente cantierabili, perché i lavori dovranno essere conclusi entro giugno 2015".

Spiegano il presidente e la sua vice: "Candidiamo l'ex Convitto Palmieri, immobile di altissimo pregio architettonico, a divenire una sorta di cittadella della cultura che sarebbe l'unico polo culturale di quelle dimensioni da Roma in giù. Un centro culturale aperto e di scambio, sulla scia dell'esperienza di Sala Borse di Bologna, dove il cittadino può leggere un libro, ascoltare musica, vedere un film, chiedere un'informazione. Si partirà dall'esistente già in precedenza recuperato e funzionale, cioè dalla Biblioteca "Bernardini" e da San Francesco della Scarpa, più i locali al piano terra dell'ex Scarambone, parte dello stesso complesso edilizio, dove i lavori sono attualmente in corso di realizzazione, per offrire al capoluogo e al territorio salentino un polo culturale. Il progetto prevede, tra l'altro, un ristorante, necessario anche per la sostenibilità del progetto, corsi di formazione e laboratori di musica, di teatro, di arte e anche di enogastronomia".

"In altre parole miriamo a realizzare nel cuore di Lecce, in una posizione strategica, fra la Stazione ferroviaria, il Must e il Museo provinciale "Sigismondo Castromediano", un "polmone culturale del Sud", proseguono.

Il Servizio Edilizia e Patrimonio, con la collaborazione degli architetti Antonio Longo e Marco Lazzari, ha predisposto il progetto definitivo dei lavori di completamento del recupero dell'ex Convitto Palmieri per un importo complessivo di 8 milioni di euro, finalizzato alla completa fruizione dell'immobile nonché ad implementare funzioni, attività e servizi.

Entra nel merito il presidente Antonio Gabellone: "Il progetto, in coerenza e in continuità con gli interventi ad oggi eseguiti e in corso di realizzazione, ha l'obiettivo di trasformare l'intera struttura in un grande centro culturale al servizio della città di Lecce e del Salento, realizzando una grande piazza delle culture, luogo di incontro e di animazione urbana, articolata nelle seguenti aree: accoglienza, punti info e piazza dell'informazione".

"Nel progetto assume particolare rilievo il recupero e completamento dello spazio aperto retrostante che connette il chiostro cinquecentesco con l'ala nord-ovest del complesso. Questo grande spazio esterno, che si estende per circa 3.000 mq, diverrà un vero e proprio parco urbano aperto alla collettività. Oltre a rappresentare un teatro di eventi culturali all'aperto, questo luogo è l'unico grande spazio verde pubblico nel centro storico di Lecce e rappresenta un'oasi di biodiversità in pieno contesto urbanizzato".

E aggiunge: "Il completamento del recupero del prestigioso contenitore culturale consentirà alla Biblioteca Provinciale "Bernardini" non solo di aumentare gli spazi di socialità e il livello di divulgazione culturale, attraverso la implementazione di nuovi servizi ed attività, ma anche di disporre di ambienti appositamente progettati per ospitare funzioni che possono favorire modelli di gestione integrata pubblico-privato", conclude il presidente.

Molteplici gli obiettivi: rafforzare e migliorare la funzione della Biblioteca Bernardini nel contesto culturale e sociale di Lecce e dell'intero Polo del Salento; contribuire al potenziamento dell'offerta turistico culturale; creare un modello innovativo di biblioteca tale da rappresentare un punto di riferimento per tutto il sud (interregionalità); integrare la propria programmazione con quella degli altri attrattori culturali presenti sul territorio.

"La struttura è destinata a divenire una grande moderna biblioteca al servizio della città e del territorio circostante, un vero e proprio centro culturale in cui possano cooperare ed interagire istituzioni diverse, tutte votate alla crescita culturale e allo sviluppo delle competenze e dei saperi delle comunità locali", dichiara il presidente Antonio Gabellone.

Aggiunge l'assessore Simona Manca: "Tale finalità mette a fuoco la diversa missione che viene assegnata alla biblioteca Bernardini: non più solo quella attuale, ossia conservare e custodire collezioni di documenti, ma anche quella di costituire e costruire vie di accesso al sapere, alle informazioni, alla conoscenza per tutti i cittadini, dai più piccoli alle persone anziane, che costituiscono ormai una percentuale significativa della popolazione della città e della provincia. L'obiettivo del presente progetto è di far convivere le due anime in piena armonia, coniugando le funzioni di alta cultura, rivolte al pubblico degli studiosi, con quelle di accesso all'informazione, indirizzate a chi è interessato all'attualità culturale, in un nuovo concetto di "spazio architettonico"

"La biblioteca deve, inoltre, essere flessibile, cioè in grado di adeguarsi ai nuovi bisogni, alle nuove tendenze, alle nuove tecnologie e deve consentire facilmente usi diversi degli spazi e degli ambienti, integrando funzioni nuove e diversificate, quali spettacoli di musica, danza, teatro, letture ad alta voce, incontri e dibattiti".

"Anche l'Abbazia di Cerrate, sulla provinciale Squinzano-Casalabate, ha una valenza strategica che sino ad oggi abbiamo fortemente puntato a valorizzare. L'approvazione odierna ha visto come tappa precedente, infatti, la concessione di servizi per la gestione del complesso architettonico al Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano".

"Oltre ad avere un valore inestimabile di per sé, Cerrate rappresenta una parte fondamentale delle radici e dell'identità storica di tutto il Salento. Ecco perché ci siamo impegnati a lungo e con costanza per arrivare a farlo diventare un sito culturale vivo. L'obiettivo della Provincia, d'altra parte, è favorire e sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dell'intero territorio, trasformando i suoi beni monumentali in impresa culturale. Intendiamo farne un punto di passaggio "obbligato" per tutti coloro che verranno a visitare e conoscere la nostra terra", spiegano il presidente Antonio Gabellone e l'assessore Simona Manca.

Il contratto di concessione sottoscritto prevede, la possibilità (tanto per la Provincia quanto per il concessionario) di ricercare finanziamenti finalizzati alla esecuzione dei lavori di restauro del complesso architettonico o di parte di esso. L'opportunità di inserire l'intervento di restauro dell'Abbazia di Cerrate nell'ambito della programmazione dei fondi POIn-Attrattori culturali, quindi, è stata condivisa e ha portato il Fai a predisporre la progettazione dei lavori di restauro e valorizzazione del complesso abbaziale, per un importo complessivo di 4 milioni e 500mila euro, approvata oggi dalla giunta di Palazzo dei Celestini.

"Andare in questa direzione determinerà certamente le migliori condizioni per aumentare l'attrattività territoriale, creando opportunità di crescita e occupazione fondate sul recupero e valorizzazione di una importante risorsa culturale nell'ambito del territorio salentino", concludono.


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