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L'assessore D'Antini Solero sul femminicidio: "Educare alla non violenza con percorsi di educazione al rispetto del genere"

  05/09/2013

"E' urgente e necessario educare alla cultura della non violenza attraverso percorsi di educazione al rispetto del genere. Un ruolo importante lo rivestono le famiglie, le scuole e le parrocchie. Ecco perché la Provincia di Lecce continua ad investire sulle politiche per la famiglia attraverso i servizi di mediazione familiare e scolastica del Centro per la Famiglia, sulle attività oratoriali rifinanziate anche per l'anno 2013 e interverrà attraverso il piano di interventi locali per il contrasto della violenza su donne e minori con una campagna di educazione e sensibilizzazione da realizzarsi all'interno delle scuole nell'anno scolastico 2013/2014 ormai alle porte".

Con queste parole l'assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità della Provincia di Lecce Filomena D'Antini Solero torna a porre con forza l'accento e l'attenzione sul tragico fenomeno del femminicidio, prospettando l'impegno e le attività che l'Ente profonde in direzione di una cultura di genere più consapevole.

E snocciola dati inquietanti: "Si aggrava il «bollettino di guerra» che ogni giorno registra casi di donne, spesso giovani ragazze, vittime della violenza degli uomini, e casi di donne uccise per mano di uomini. Secondo l'ultimo rapporto dell'associazione nazionale Telefono Rosa, la violenza sulle donne si scatena quasi sempre all'interno delle mura domestiche. L'autore è nel 48% dei casi il marito, nel 12% il convivente nel 23% l'ex; si tratta poi di un uomo tra i 35 e i 54 anni nel 61% dei casi, di un impiegato nel 21%, e di una persona istruita (il 46% ha la licenza media superiore e il 19% la laurea). Il persecutore non fa poi in genere uso di alcol e di droghe (63%). Anche il profilo della donna-vittima descrive una persona piuttosto normale: una donna di età compresa fra i 35 e 54 anni , con la licenza media superiore nel 53% e la laurea nel 22%. La maggior parte delle violenze continuano ad avvenire in casa, all'interno di una relazione «sentimentale» (84%), in una famiglia «normale». L'atto violento, inoltre, non è mai isolato ma è costante e continuo (81%) e non finisce con la chiusura del rapporto ma si protrae anche dopo, spesso con un atteggiamento persecutorio".

E aggiunge: "Da questo quadro emerge che la violenza sulle donne è ancora molto radicata nei contesti «normali» di vita: sulla strada dell'educazione c'è ancora molto da fare. Molte volte gli atti di violenza sono commessi proprio da coloro che erano più vicini: mariti, fidanzati ex amanti. Lo scorso venerdì 30 agosto è stata uccisa la 29enne brasiliana Marilia Rodrigues Martins, principale indagato il suo datore di lavoro, legato a quanto sembra da una relazione sentimentale. L'estate che ci lasciamo alle spalle ha visto un triste primato, come non ricordare la vicenda drammatica di Lucia Bellucci, la donna di 31 anni, scomparsa da Pinzolo (Trento) e il cui cadavere è stato trovato dai carabinieri a Verona chiuso nell'auto dell'ex fidanzato, e quella del 29 luglio, l'uccisione di Erika Ciurlia, a Taurisano, nel Salento, da parte del marito che la donna aveva lasciato. Il 23 luglio a Gela c'era stato un caso fotocopia: Maria Nastasi viene uccisa, sempre a colpi di arma da fuoco, dal suo convivente, Salvatore Greco. E ancora il 27 giugno scorso il cadavere di una donna, Silvia Caramazza, viene trovato, a Bologna, nel congelatore di casa del fidanzato, Giulio Caria che viene arrestato".

Continua l'assessore: "Un fenomeno, quello del femminicidio, che sembra ogni giorno più grave; secondo i Dati del Telefono Rosa Nazionale quest'anno risultano già oltre 80 casi, mentre le richieste di aiuto di donne che subiscono stalking al numero attivato dall'associazione sono aumentate nei primi sei mesi del 2013 di circa il 10%".

"Sono tante, troppe", sottolinea Filomena D'Antini Solero, impegnata proprio in questi giorni con la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne "Colpi di genio"", con cui attraverso una rassegna teatrale che durerà fino a marzo 2014 si mette in scena il tema del Femminicidio, al fine di scuotere le coscienze affinché si denunci per chiedere aiuto e si esca dal muro del silenzio. "Oggi si può e si deve denunciare", insiste l'assessore, artefice della creazione di una rete di protezione provinciale anti violenza. "Infatti, i 5 Centri antiviolenza e la Casa rifugio della rete provinciale già operativi a Squinzano, Lecce, Parabita, Specchia, rappresentano oggi uno strumento fondamentale di contrasto e prevenzione", conclude.


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