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Una deroga per smaltire l'arretrato alla riforma delle sedi giudiziarie salentine: questa la proposta unanime del Consiglio provinciale

  16/09/2013

E' tornato a riunirsi oggi il Consiglio provinciale di Palazzo dei Celestini, con una seduta monotematica incentrata sulla "Soppressione delle sedi distaccate Tribunale di Lecce", con la discussione di due distinti ordini del giorno: il primo, presentato dal consigliere Gabriele Caputo (gruppo Pd), riguardante la chiusura della sede distaccata di Casarano; il secondo, proposto dai consiglieri provinciali Sandro Quintana, Salvatore Di Mattina e Stefano Minutello, relativo alla chiusura della sede distaccata di Gallipoli.

L'assise consiliare, su proposta del capogruppo di maggioranza Biagio Ciardo, ha fatto sintesi delle due distinte istanze, votando all'unanimità un ordine del giorno con il quale "si invita il Governo ed il Parlamento a valutare attentamente l'opportunità che il lavoro giacente presso le sedi distaccate dei Tribunali possa essere portato a termine dalle stesse per un periodo congruo, in modo tale che si eviti un allungamento dei tempi ed un ingolfamento del Tribunale della sede centrale. Nel contempo lo stesso Consiglio provinciale fa voti al Governo e al Parlamento affinché venga valutata, nel riordino generale, la conformazione geografica del Salento in modo tale da garantire una seconda sede oltre quella di Lecce, tenendo conto dei criteri oggettivi di scelta, già previsti dalla legge delega".

Il dibattito di merito che si è sviluppato in aula ha coinvolto tutte le forze politiche presenti a Palazzo dei Celestini.

Il consigliere Mino Frasca, nel suo intervento ha evidenziato come "serve una risposta forte per evitare l'ennesimo scippo di Nardò, dove il governo regionale, e ora anche quello nazionale, fanno a gara per privare il suo territorio dai presidi di sanità (con la chiusura dell'ospedale) e anche del presidio di legalità. Nardò ha una struttura giudiziaria modello, che non merita l'azzeramento e dove lavorano, con impegno e dedizione, centinaia di operatori della giustizia. La chiusura del Tribunale di Nardò priverà il Salento e migliaia di cittadini del comprensorio del diritto alla giustizia, certa e rapida".

Anche il consigliere Roberto Marra ha rimarcato come "la soppressione delle sedi distaccate del Tribunale è stata pensata nell'ottica della funzione del risparmio: una sorta di colpo di accetta netto e deciso. I ritardi dell'amministrazione della giustizia sono derivanti da questa illogica razionalizzazione delle sedi, che saranno almeno di un anno a Procura".

Nel dibattito è poi intervenuto il consigliere Gabriele Caputo, firmatario dell'ordine del giorno riguardante la sede di Casarano. Nel suo intervento ha rimarcato come "il territorio che fa capo alla sede distaccata di Casarano è da decenni caratterizzato dalla forte presenza della malavita organizzata. Prima come Pretura e, poi, come sede di Tribunale, Casarano ha sempre rappresentato un riferimento per i cittadini onesti e un simbolo di sicurezza. E, altresì, bisogna richiamare i carichi di lavoro della sezione distaccata, che la rendono seconda solo a Lecce e in possesso di requisiti tali da risultare più efficiente ed operativa rispetto ad altri Tribunali autonomi sparsi in regioni d'Italia; dal che, più di una volta, si è preso in considerazione l'ipotesi della necessità, nel basso Salento, di un secondo tribunale autonomo, individuabile proprio nella struttura di Casarano".

E' stata poi la volta del consigliere Sandro Quintana, firmatario dell'ordine del giorno relativo alla chiusura della sede di Gallipoli. "Ho letto la delibera del Consiglio comunale di Gallipoli che non accetta assolutamente la chiusura del suo Tribunale", ha detto Quintana, "e anzi rilancia, affinché le strutture vicine a Gallipoli siano accorpate a quella gallipolina, ampliandola".

Anche il consigliere Francesco Bruni ha portato il suo contributo ai lavori. "La mia posizione è quella di assecondare il dibattito che si sta portando avanti nell'assise consiliare, dando indicazioni e proposte in questa battaglia che, come provincia di Lecce, intendiamo portare avanti. La politica, purtroppo, è stata assente su questo tema nel precedente governo e quando ha cercato di riappropriarsene lo ha fatto in modo approssimativo".

Infine il consigliere Mario Pendinelli: "Si tratta di una riorganizzazione che ha come unico obiettivo solo e soltanto il risparmio economico. Quello che noi chiediamo é di continuare ad avere la garanzia di servizi al cittadino, in una provincia come la nostra che conta oltre 900 mila abitanti".



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