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Sospendere in via cautelare l'efficacia del Piano Paesaggistico: il Consiglio chiede a Gabellone di farsi interprete degli interessi del Salento

  20/09/2013

E' tornato a riunirsi questa mattina il Consiglio provinciale di Palazzo dei Celestini con una seduta monotematica incentrata sul tema del "Piano Paesaggistico Regionale". Ai lavori hanno presenziato i consiglieri regionali Andrea Caroppo, Saverio Congedo e Salvatore Negro.

L'assise consiliare, dopo un'ampia discussione di merito, e dopo aver preso atto dei lavori svolti dalle competenti Commissioni consiliari (Gestione territoriale ed Ambiente) sulla questione, all'unanimità da mandato al presidente perché inviti la Regione Puglia a sospendere in via cautelare gli effetti del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale adottato, per il tempo necessario a consentire il confronto con tutti gli attori interessati e ad assumere le conseguenti determinazioni.

Nel suo intervento in aula il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha rimarcato come "fermo restando il riconoscimento all'assessore Barbanente per il lavoro svolto, non ci sia alcuna voglia di arrivare a contrapposizioni politiche e partitiche: gli interessi in campo sono tali da non poter permettersi di ridurre a semplice disputa una questione così delicata. Quello che è mancato, purtroppo, nella redazione del Piano Paesaggistico è stato il mancato confronto, anche attraverso l'esame di una semplice bozza. Tutto questo ha, conseguentemente, prodotto uno stato di ‘terrore' tra i tecnici ed una ‘rivisitazione' di opere che, anche con le necessarie autorizzazioni, sono state dovute essere riconsiderate, alla luce del Piano".

"Quello che noi chiediamo come Provincia di Lecce è l'immediata sospensione degli effetti, perché il permanere di queste condizioni rappresenta un ulteriore limite a ciò che gli enti locali stanno realizzando per poter dare fiato ad una economia di estrema difficoltà. E' necessaria una pausa di riflessione con tempi contingentati, che riavvii un processo di confronto con gli enti locali, che dalla loro daranno il proprio contributo: recuperare, dunque, un percorso ed un metodo di partecipazione che non può essere scambiato per una semplice enunciazione di un progetto, ma che diventi confronto con i soggetti deputati a dare attuazione al Piano", ha concluso Gabellone.

Un confronto che, come è emerso nel corso del dibattito, riconosce il meritorio lavoro compiuto dalla 3° (Gestione territoriale) e 4° (Ambiente) Commissione consiliare, che ha espresso apprezzamento per lo sforzo compiuto dalla Regione Puglia per la formazione di tale strumento, per quello dei progettisti ma che, al contempo, anche in considerazione delle importanti limitazioni contenute nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico, alle possibili forme di utilizzazione dei beni che costituiscono il sistema delle tutele (Beni paesaggistici e ulteriori contesti paesaggistici), pone l'accento su come sia necessario che i beni oggetto di detto sistema delle tutele siano puntualmente e precisamente verificati allo scopo di rilevare possibili, eventuali errori che potrebbero imporre vincoli impropri e generare costosi contenziosi.

Difatti l'ampiezza del territorio investigato, il livello di approfondimento dei quadri conoscitivi, il notevole intervallo di tempo intercorso tra lo sviluppo della fase conoscitiva del Piano, sono elementi che rendono probabile la presenza di errori materiali nella individuazione e nella corretta perimetrazione di alcuni beni compresi nel gruppo degli "Ulteriori Contesti Paesaggistici", alcuni dei quali, già oggetto di valutazioni critiche (ci si riferisce, ad esempio, a terreni incolti contigui ad aree urbanizzate che, in diversi casi, sono stati perimetrati come aree a "prato e pascolo naturale").

Elementi, questi, che scaturiscono dalla discussione di merito che si è sviluppata.

Il consigliere Aurelio Gianfreda rimarca come "il dibattito sul Piano, avviato dalla Regione, ha posto in essere diverse tematiche, che hanno fatto emergere anomalie e norme da rivedere in seguito al monitoraggio compiuto sul territorio. Ci sono delle criticità, é innegabile, ma il Piano Paesaggistico, e la Puglia è stata la prima ad approvarlo, diviene strumento opportuno e necessario. Sarebbe utile che gli uffici tecnici dei Comuni, qualora non pronti, fossero adeguatamente supportati: il tutto nell'ottica di un miglior efficientamento, per fornire ai Comuni strumenti e assistenza".

Il consigliere Roberto Marra ha rimarcato come "il Piano sia uno strumento necessario, che ha avuto una gestazione lunghissima, e ben organizzato dal punto di vista relazionale e normativo. Quello che si contesta, però, è il metodo, con una concertazione puntuale che invece non c'è stata. Come Provincia di Lecce è necessario rivendicare che a questa pianificazione non abbiamo partecipato: un passaggio in Consiglio, prima dell'approvazione, era rispettoso farlo. Stigmatizziamo l'atteggiamento della Regione, che ci ha tenuto fuori da ogni tipo di dialettica e contributo alla formazione del Piano stesso".

Nel suo contributo portato al dibattito il consigliere Cosimo Durante, non entrando in merito a considerazioni di tipo squisitamente politico, ha fatto presente come "l'approvazione del Piano sia uno straordinario sforzo compiuto dalla Regione Puglia per uno strumento complesso per la valorizzazione del patrimonio e del paesaggio: normale, però, che non sia di facile condivisione. Quello che chiediamo come gruppo consiliare è che la Provincia svolga il proprio ruolo di competenza quale ente di coordinamento dei Comuni salentini e che in fase di redazione delle osservazioni al Piano, la stessa Provincia abbia un ruolo decisivo di supporto attraverso le professionalità tecniche di cui dispone".



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