Home » La Provincia » Statuto » Titolo 2 - Organi

TITOLO II - ORGANI DI GOVERNO

Articolo 3 - Organi di governo
1. Sono organi di governo della Provincia: il Presidente, il Consiglio provinciale e l'Assemblea dei
Sindaci.
2. Le modalità di elezione degli organi sono stabilite dalla legge.
 
Articolo 4 - Il Presidente della Provincia
1. Il Presidente è l'organo responsabile dell'amministrazione della Provincia, rappresenta l'Ente,
anche in giudizio, e ne assicura l'unità di indirizzo politico-amministrativo. Convoca e presiede il
Consiglio provinciale e l'Assemblea dei Sindaci, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli
uffici ed all'esecuzione degli atti.
2. Il Presidente è l'organo esecutivo della Provincia e, in quanto tale, nell'ambito dei poteri di
indirizzo e controllo politico-amministrativo, compie tutti gli atti non riservati dalla legge al
Consiglio provinciale ed all'Assemblea dei Sindaci.
3. Il Presidente esercita le ulteriori competenze attribuite dalla legge e quelle specificate da altre
norme del presente Statuto e dai regolamenti provinciali, nonché quelle conferi te gli, in ragione del
suo mandato, o da atti costitutivi e statuti di enti partecipati, sovvenzionati o vigilati dalla Provincia,
approvati dal competente organo di governo provinciale, o da regolamenti esecutivi dei predetti atti.
4. Il Presidente provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti della
Provincia presso enti, aziende ed istituzioni.
Tutte le nomine e le designazioni debbono essere effettuate entro quarantacinque g10rm
dall'insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico.
5. Il Presidente, al fine di promuovere la partecipazione dei cittadini della Provincia di Lecce al
governo dell'Ente, può nominare, tra essi, esperti in possesso di particolari conoscenze ed
esperienze in ambiti ritenuti strategici per lo sviluppo del territorio e della comunità amministrata,
disponibili a collaborare in forma del tutto gratuita.
6. Il Presidente nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi
dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo le modalità ed i criteri stabiliti dagli articoli
109 e 110 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, nonché dal presente Statuto e dai regolamenti
provinciali.
7. Il Presidente assume le proprie funzioni all'atto della proclamazione.
8. Il Presidente presta davanti al Consiglio, nella seduta di insediamento, il giuramento di osservare
lealmente la Costituzione Italiana, le leggi della Repubblica, le leggi della Regione Puglia, lo
Statuto ed i regolamenti provinciali.
9. Distintivo del Presidente della Provincia è una fascia di colore azzurro con lo stemma della
Repubblica e lo stemma della Provincia, da portare a tracolla.
 
Articolo 5 - Atti del Presidente
1. Gli atti amministrativi a rilevanza esterna di competenza del Presidente prendono il nome di
"provvedimenti", se adottati nell'esercizio delle funzioni di organo esecutivo ai sensi dell'art. 4,
comma 2; diversamente, assumono la forma di "decreti".
2. Il Presidente adotta i provvedimenti con l'assistenza del Segretario Generale, che ne cura la
verbalizzazione, a seguito di istruttoria che preveda la formulazione, oltre che dei pareri di cui al
comma 3, anche di eventuali rilievi da parte del Segretario Generale e del Direttore Generale, se
nominato, ciascuno per quanto di propria competenza.
3. Su ogni proposta di provvedimento, che non sia mero atto di indirizzo, deve essere richiesto il
parere, in ordine alla sola regolarità tecnica, del responsabile del servizio interessato e, qualora
comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'Ente,
del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile. I pareri sono inseriti nel
provvedimento.
4. Ove il Presidente non intenda conformarsi ai pareri di cui al precedente comma, deve dame
adeguata motivazione nel testo del provvedimento.
5. I provvedimenti sono pubblicati nell'albo pretorio on line della Provincia per quindici giorni
consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge, e diventano esecutivi dopo il decimo giorno
dalla loro pubblicazione. Contestualmente alla pubblicazione, i provvedimenti sono trasmessi in
elenco ai capigruppo consiliari.
6. Nel caso di urgenza, i provvedimenti possono essere dichiarati immediatamente eseguibili con
espressa dichiarazione del Presidente riportata in calce al dispositivo.
7. Il Presidente può adottare, quali atti a rilevanza interna, "direttive" nei confronti degli uffici e dei
servizi, nonché dei consiglieri delegati, anche indicando obiettivi ed attività necessarie per la
realizzazione dei programmi della Provincia.
 
Articolo 6 - Vice Presidente
1. Il Vice Presidente è scelto dal Presidente tra i consiglieri provinciali.
2. Esercita le funzioni eventualmente delegategli dal Presidente e lo sostituisce in ogni caso in cui
questi ne sia impedito.
 
Articolo 7 - Poteri di delega del Presidente
1. Ferme restando le funzioni delegate al Vice Presidente, il Presidente, nel rispetto del principio di
collegialità, può assegnare specifiche deleghe, nelle materie che la legge e lo Statuto riservano alla
sua competenza, a Consiglieri provinciali. Del conferimento è data immediata comunicazione al
Consiglio provinciale.
2. Il conferimento della delega non comporta, in ogni caso, il potere di firma per quegli atti di
competenza del Presidente che abbiano rilevanza esterna.
3. I consiglieri delegati hanno facoltà di proporre l'adozione di provvedimenti presidenziali nelle
rispettive materie oggetto di delega e sulle proposte formulate relazionano al Presidente.
4. Le deleghe conservano efficacia fino alla revoca o fino all'attribuzione di una nuova delega nella
medesima materia ad altro Consigliere.
 
Articolo 8 - Consiglio provinciale
1. Il Consiglio provinciale è l'organo di indirizzo e controllo, propone all'assemblea lo statuto,
approva regolamenti, piani, programmi; approva o adotta ogni altro atto ad esso sottoposto
dal Presidente della Provincia. Su proposta del Presidente della Provincia, il Consiglio adotta gli
schemi di bilancio da sottoporre al parere dell'Assemblea dei Sindaci, acquisito il quale li
approva in via definitiva. Approva, altresì, le variazioni di bilancio ed i seguenti atti fondamentali:
a) convenzioni tra Comuni e Provincia, ivi comprese le intese relative all'esercizio da parte della
Provincia delle funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di
monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive;
b) costituzione e modificazione di forme associative;
c) istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di partecipazione;
d) organizzazione e concessione dei pubblici servizi, partecipazione della Provincia a società di
capitali;
e) istituzione e ordinamento dei tributi e disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e
dei servizi;
f) indirizzi da osservare da parte degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;
g) contrazione dei mutui ed emissioni di prestiti obbligazionari;
h) spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di
immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;
i) acquisti ed alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti
espressamente in altri atti fondamentali del Consiglio o che non ne siano mera esecuzione e che
comunque non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza del
Presidente, del Segretario o di altri funzionari.
1) designazioni, nomine e revoche dei rappresentanti della Provincia in enti ed organismi comunque
denominati per i quali la legge riservi la competenza al Consiglio;
m) decisioni in ordine al riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio.
2. Entro 30 giorni dalla prima seduta del Consiglio successiva all'elezione, il Presidente della
Provincia presenta al Consiglio, per la presa d'atto, le linee programmatiche relative alle azioni ed
ai progetti da realizzare nel corso del proprio mandato. A seguito del rinnovo del Consiglio
presenta, nello stesso termine di cui sopra, le linee programmatiche aggiornate.
3. Il Consiglio esercita le ulteriori competenze stabilite dalla legge e dal presente Statuto, esamina la
relazione annuale del Difensore Civico ed adotta le determinazioni conseguenti; adegua e verifica,
entro il mese di settembre, contestualmente agli adempimenti di cui all' art.193, comma 2, del
D.Lgs.18 agosto 2000, n.267, lo stato di attuazione dei programmi.
4. I provvedimenti di competenza del Consiglio non possono essere adottati in via d'urgenza da altri
organi della Provincia, salvo quelli attinenti al regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei
servizi, alle variazioni di bilancio ed alle variazioni del piano esecutivo di gestione e del piano degli
obiettivi, adottati dal Presidente, da sottoporre a ratifica del Consiglio nei sessanta giorni successivi,
a pena di decadenza.
In caso di mancata ratifica, il Consiglio regola contestualmente i rapporti giuridici eventualmente
sorti e dipendenti dal provvedimento decaduto.
5. In prima convocazione, il Consiglio provinciale può deliberare validamente in presenza di un
numero di componenti non inferiore alla metà di quelli assegnati, computando a tal fine il
Presidente della Provincia; in seconda convocazione, il Consiglio può deliberare validamente, ad eccezione dei casi in cui specifiche disposizioni di legge e di Statuto richiedano un quorum speciale,
con la presenza di un terzo dei Consiglieri assegnati, computando a tal fine il Presidente della Provincia.
6. Alla scadenza del mandato, il Consiglio rimane in carica sino all'elezione del nuovo, limitandosi,
dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed
improrogabili.
7. Il Consiglio si riunisce su determinazione del Presidente e di un quinto dei Consiglieri, nel qual
caso la riunione deve aver luogo entro dieci giorni dalla richiesta.
8. Il funzionamento del Consiglio e le sue articolazioni sono disciplinate da apposito regolamento.
 
Articolo 9 - Consiglieri provinciali
1. I Consiglieri rappresentano l'intera comunità della Provincia.
2. I Consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, question - time, mozioni ed
ordini del giorno nei termini e secondo le modalità stabilite dal regolamento per il funzionamento
del Consiglio provinciale.
3. Ogni Consigliere ha diritto alla collaborazione da parte degli uffici della Provincia. Ha diritto,
altresì, di ottenere dai dirigenti dei settori/servizi o dai responsabili del procedimento, ovvero dai
rappresentanti presso enti, società, consorzi cui partecipa la Provincia, le informazioni e le notizie in
loro possesso, unitamente alla consultazione dei documenti utili all'espletamento del mandato. Il
Consigliere è tenuto al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
4. I Consiglieri si costituiscono in gruppi consiliari corrispondenti, per numero e denominazione,
alle liste di appartenenza. Il Consigliere e/o Consiglieri che non intendono appartenere ad alcun dei
predetti gruppi aderiscono al Gruppo Misto.
5. Ai gruppi consiliari è riconosciuta autonomia organizzativa e funzionale ed è assicurata la
disponibilità di personale, locali ed attrezzature secondo i criteri stabiliti dal regolamento sul
funzionamento del Consiglio provinciale.
6. Nel caso della mancata partecipazione ai lavori del Consiglio, la decadenza si determina per
l'assenza ingiustificata a n. 3 sedute consiliari consecutive. Il Presidente, d'ufficio o su istanza di
qualsiasi elettore, contesta la circostanza al Consigliere, il quale ha dieci giorni di tempo per
formulare osservazioni o far valere ogni ragione giustificativa. Entro i quindici giorni successivi, il
Consiglio delibera e, ove ritenga sussistente la causa contestata, lo dichiara decaduto. La
deliberazione è depositata nella segreteria e notificata all'interessato entro i cinque giorni
successivi.
 
Articolo 10-Assemblea dei Sindaci
1. L'Assemblea dei Sindaci è costituita dai Sindaci dei Comuni appartenenti al territorio della
Provincia ed è convocata e presieduta dal Presidente.
2. L'Assemblea dei Sindaci ha poteri propositivi, consultivi e di controllo nei modi seguenti:
a) formula proposte di deliberazioni consiliari o di provvedimenti presidenziali;
b) formula proposte di intervento dello Stato, della Regione e di ogni altra pubblica Istituzione o
Autorità;
c) esprime pareri, se richiesti dal Presidente o dal Consiglio provinciale;
d) vigila, attraverso i competenti uffici provinciali, sulla regolare esecuzione delle proposte, di cui
alla lettera a) una volta approvate;
e) dispone verifiche sulla corretta applicazione dello Statuto in relazione a specifici atti, avvalendosi
dell'assistenza giuridico-amministrativa del Segretario Generale.
3. L'Assemblea dei Sindaci adotta o respinge lo Statuto proposto dal Consiglio e le sue
successive modificazioni, nonché esprime parere sugli schemi di bilancio adottati dal Consiglio,
con i voti che rappresentino almeno un terzo dei Comuni compresi nella Provincia di Lecce e la
maggioranza della popolazione complessivamente residente sul territorio provinciale.
4. Si riunisce su determinazione del Presidente o su richiesta di almeno quindici Sindaci o di
almeno un quinto dei Consiglieri provinciali assegnati escluso il Presidente.
5. L'Assemblea è validamente costituita, in prima convocazione, se sono presenti almeno trentadue
Sindaci di Comuni che insieme rappresentino la maggioranza della popolazione complessivamente
residente sul territorio provinciale, ed in seconda convocazione, da tenersi non prima di novanta
minuti dalla prima, se sono presenti almeno venti Sindaci di Comuni che insieme rappresentino
almeno un quarto della popolazione complessivamente residente sul territorio provinciale ..
6. L'Assemblea, nell'esercizio delle proprie funzioni, adotta deliberazioni con l'assistenza del
Segretario Generale, che ne cura la verbalizzazione.
7. Le deliberazioni, ad eccezione dei casi in cui disposizioni di legge richiedano un quorum
speciale, sono adottate a maggioranza dei Sindaci presenti, con i voti che rappresentino almeno la
maggioranza della popolazione rappresentata nella seduta.
8. Il Presidente può disporre la presenza dei dirigenti provinciali nelle sedute assembleari, quando
ne occorra la consultazione.
9. Ai fini dell'applicazione del presente articolo, la popolazione da prendere a riferimento è
esclusivamente quella risultante dall'ultimo censimento ISTAT.
10. Il funzionamento dell'Assemblea sarà disciplinato da apposito regolamento.