Home » La Provincia » Statuto » Titolo 5 - Forme associative e di cooperazione - Accordi di programma

TITOLO V – FORME ASSOCIATIVE E DI COOPERAZIONE – ACCORDI DI PROGRAMMA

 

Articolo 16 - Convenzioni
1. Per lo svolgimento coordinato di funzioni e servizi determinati, la Provincia può stipulare con i
Comuni e/o con altre Province apposite convenzioni. I progetti di convenzione sono approvati dal
Consiglio provinciale.
2. Le convenzioni devono specificare le funzioni o i servizi che hanno ad oggetto e devono stabilire
i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari ed i
reciproci obblighi e garanzie.
3. Relativamente ad eventuali forme di "convenzione obbligatoria" imposte dallo Stato o dalla
Regione, nelle materie di propria competenza, per la gestione a tempo determinato di uno specifico
servizio o per la realizzazione di un'opera, lo schema di convenzione si conformerà alle previsioni
del disciplinare - tipo predisposto dai competenti organi statali o regionali.
 
Articolo 17 - Consorzi
1. Per la gestione associata di uno o più servizi pubblici, la Provincia può costituire con i Comuni
e/o con altre Province un consorzio nelle forme e nei limiti previsti dalla legge.
 
Articolo 18 - Accordi di programma
1. Gli accordi di programma, di cui all'art.34 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, costituiscono
strumenti ordinari di collaborazione tra la Provincia, i Comuni, altre Province, Regione,
Amministrazioni dello Stato ed altri soggetti pubblici per il coordinamento delle azioni necessarie a
garantire la definizione e l'attuazione di opere, interventi o programmi di intervento che richiedono,
per la loro completa realizzazione, l'azione integrata di due o più soggetti tra quelli predetti.
2. Gli accordi di cui al comma precedente vengono stipulati nelle forme e nei limiti previsti dalla
legge.
 
Articolo 19 - Cooperazione
1. Nell'esercizio delle funzioni proprie, attribuite o delegate, la Provincia assicura la più ampia
cooperazione con la Regione, le Unioni di Comuni ed i Comuni, al fine di realizzare un sistema
coordinato di funzionamento delle autonomie locali al servizio dello sviluppo economico, sociale e
civile.
2. La Provincia assicura, inoltre, quando sia opportuno un esame contestuale di vari interessi
pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, la promozione o la partecipazione alle
conferenze dei servizi, di concerto con le amministrazioni interessate, secondo le procedure stabilite
dalla legge.
3. La Provincia riconosce l'interdipendenza delle proprie funzioni e di quelle delle Unioni di
Comuni e dei Comuni del territorio finalizzate alla crescita sociale. Essa, pertanto, promuove ogni
possibile forma di collaborazione con i Comuni nella organizzazione e gestione dei servizi e per la
concreta realizzazione di attività od opere di interesse comune in tutti i settori di propria
competenza.
 
Articolo 20 - Libere forme associative
1. La Provincia valorizza e favorisce le libere forme associative rivolte allo svolgimento di attività
di interesse generale attinenti alle proprie competenze, in ossequio al principio della sussidiarietà
orizzontale.
2. La Provincia istituisce l'Albo delle forme associative di cui al comma 1. I criteri e le modalità per
l'iscrizione e la tenuta dell'Albo sono disciplinati dal regolamento degli istituti di partecipazione.
3. La Provincia, per l'attuazione dei propri programmi di intervento nei settori di propria
competenza, può stipulare con associazioni, società cooperative ed organismi, iscritti all'Albo di cui
al comma 2, convenzioni aventi ad oggetto attività di interesse provinciale.
4. Le associazioni e le altre libere forme associative iscritte all'Albo:
- possono essere consultate sulle questioni attinenti alle competenze della Provincia;
- possono chiedere il patrocinio della Provincia per le manifestazioni organizzate;
- possono accedere alle strutture ed ai servizi provinciali secondo le modalità previste dal
regolamento;
- possono fruire, compatibilmente con le risorse finanziarie, di contributi e vantaggi economici, in
relazione agli scopi sociali perseguiti ed alla natura delle iniziative promosse.
 
Articolo 21 - Partecipazione alla formazione di atti
1. La Provincia adotta apposito regolamento per disciplinare le misure organizzative idonee a
rendere effettivo l'esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi ed alle informazioni
in possesso dell'amministrazione e dei soggetti che gestiscono pubblici servizi, in modo da
garantire la trasparenza, l'imparzialità e la pubblicità dell'attività amministrativa, la partecipazione
consapevole all'attività della Provincia da parte dei cittadini e la conoscenza di ogni notizia utile
allo svolgimento dell'attività propria dei soggetti di diritto e degli enti di fatto.
2. La Provincia, nei procedimenti relativi alla adozione di atti che interessano specifiche categorie
di cittadini, procede alla consultazione degli interessati sia in forma diretta, mediante questionari,
riunioni, assemblee o audizioni, sia in forma indiretta, mediante interpello dei rappresentanti di
categorie, ovvero, delle consulte di settore di cui all'art. 23.
3. L'avvio di procedimento amministrativo relativo all'adozione di atti che incidono su situazioni
giuridiche soggettive deve essere comunicato ai diretti interessati, a coloro che per legge devono
intervenirvi, nonché ai soggetti, individuati o individuabili dagli organi o uffici della Provincia, ai
quali possa derivare un pregiudizio dall'atto finale da emanarsi a conclusione del procedimento.
4. Le comunicazioni di cui al precedente comma sono effettuate ogni qualvolta non sussistano
ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento. Resta in ogni
caso salva la facoltà di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al
precedente comma, provvedimenti cautelari.
5. Sono esclusi dall'obbligo di comunicazione i procedimenti amministrativi che abbiano come atto
finale provvedimenti di adozione di regolamenti, atti amministrativi a carattere generale, di
pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano
la formazione.
6. Il provvedimento non può essere aggravato se non per straordinarie e motivate esigenze imposte
dallo svolgimento dell'istruttoria.
 
Articolo 22 - Pubblicità degli atti
1. Tutti gli atti amministrativi della Provincia e degli enti ed aziende dipendenti sono pubblici, nelle
forme e nei limiti previsti dalla legge e dai regolamenti provinciali.
2. La pubblicità degli atti di cui al comma 1 avviene attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale
dell'Ente.
 
Articolo 23 - Consulte provinciali
1. La Provincia, al fine di favorire la partecipazione dei cittadini all'Amministrazione locale,
istituisce nelle materie e funzioni di competenza provinciale consulte a carattere permanente.
Apposita consulta viene istituita per promuovere forme di partecipazione alla vita pubblica locale
dei cittadini dell'Unione Europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
2. Nelle materie attinenti alle attività professionali ed alle esperienze scientifiche, la Provincia si
avvale dei contributi di idee che gli Ordini ed i Collegi Professionali, riuniti in libera associazione,
forniscono attraverso apposita consulta tecnica.
3. Le consulte provinciali, nelle materie di competenza, possono:
- esprimere pareri preventivi a richiesta o su propria iniziativa, su atti della Provincia;
- esprimere proposte per l'adozione di atti;
- esprimere proposte per la gestione e l'uso di servizi e beni provinciali;
- chiedere che dirigenti e funzionari della Provincia vengano invitati alle sedute per l'esposizione di
particolari problematiche.
4. Il regolamento degli istituti di partecipazione stabilisce il numero, le modalità di formazione e di
funzionamento delle consulte.
 
Articolo 24 - Istanze - Petizioni - Proposte
1. I cittadini, in forma singola o associata, hanno facoltà di rivolgere alla Provincia istanze, petizioni
e proposte dirette a promuovere una migliore tutela di interessi collettivi curati dall'Ente.
2. Il regolamento degli istituti di partecipazione disciplina i termini e le modalità relativi
all'esercizio dell'iniziativa, nonché gli strumenti di controllo predisposti a garanzia dei promotori.
 
Articolo 25 - Referendum
1. La Provincia può indire, nelle materie ricomprese nelle funzioni provinciali, referendum
propositivi e/o consultivi. La richiesta di referendum compete:
- al Consiglio provinciale, con il voto della maggioranza dei componenti assegnati, compreso il
Presidente;
- a n. 20 Consigli comunali o numero inferiore, purché rappresentino almeno 130.000 abitanti della
popolazione provinciale, così come risultante dall'ultimo censimento ISTAT;
- a n. 15.000 cittadini in possesso del requisito di cui al successivo comma 3;
2. Non sono ammessi referendum in materia di:
- finanza locale, bilanci e consuntivi;
- imposte, tasse e tariffe;
- atti di esecuzione di norme legislative, statutarie o regolamentari e di esecuzione delle delibere
consiliari;
- provvedimenti inerenti ad elezioni, nomine, designazioni, revoche e decadenze;
- stato giuridico e trattamento economico del personale della Provincia;
- statuto e regolamenti interni sul funzionamento degli organi;
- pareri o altri atti richiesti da disposizioni di legge.
3. Hanno diritto di partecipare al voto i cittadini residenti nel territorio provinciale iscritti nelle liste
elettorali dei Comuni della provincia.
4. Il referendum non può aver luogo in coincidenza con altre consultazioni elettorali, né può
svolgersi prima che siano decorsi 12 mesi dall'attuazione di altro precedente referendum.
5. Qualora il provvedimento attuativo della consultazione referendaria postuli la variazione di
bilancio, il Consiglio ha facoltà di rinviarlo all'esercizio finanziario successivo.
6. Il regolamento degli istituti di partecipazione disciplina la procedura referendaria relativamente
alla richiesta, alla raccolta delle firme, alla verifica delle condizioni di ammissibilità, alle modalità
di svolgimento ed alla validità della consultazione referendaria.
 
Articolo 26 - Azione popolare
1. Ciascun elettore può far valere, in giudizio, le azioni ed i ricorsi che spettino alla Provincia.
 
Articolo 27 - Consultazione
1. La Provincia riconosce e promuove l'istituto della consultazione, finalizzata a conoscere la
volontà dei cittadini nel merito di una determinata attività o nella gestione di un servizio o bene
pubblico. La richiesta di consultazione compete al Consiglio provinciale con il voto della
maggioranza dei componenti assegnati, compreso il Presidente.
2. La Provincia dà conto dell'esito della consultazione in apposito provvedimento.
3. Per i medesimi fini, la Provincia può, altresì, svolgere o commissionare richieste sociologiche,
demoscopiche o sondaggi di opinione, garantendo la trasparenza e la pubblicità dei risultati.
4. Il regolamento degli istituti di partecipazione disciplina le forme e le modalità della
consultazione.
 
Art. 28 - Il Difensore Civico
1. La Provincia istituisce l'Ufficio del Difensore Civico, con il compito di garantire il buon
andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa della Provincia, delle aziende speciali ed istituzioni da essa dipendenti, nonché delle società a totale o prevalente capitale pubblico locale che
gestiscono i servizi provinciali, e con il compito di esercitare il controllo sugli atti nei limiti e nelle
forme previste dalla legge e dai regolamenti. Il Difensore civico promuove azioni rivolte alla tutela
degli interessi collettivi o diffusi della comunità provinciale.
2. Il Difensore civico informa la sua attività a criteri di imparzialità, indipendenza, equità,
democraticità ed effettività, sulla base del principio di sussidiarietà, ferma restando la sua facoltà di
organizzarsi in modelli a rete fra i vari livelli di tutela, attraverso la promozione di azioni di
raccordo di cui ai successivi commi 17 e 18.
3. Il Difensore Civico è eletto a scrutinio segreto dal Consiglio provinciale con la maggioranza dei
tre quarti dei componenti assegnati, aritmeticamente arrotondata, computando il Presidente. Qualora
la votazione abbia esito negativo, nella stessa seduta si procede ad una ulteriore votazione nella
quale è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti assegnati, aritmeticamente
arrotondata, computando il Presidente. Qualora anche in tale votazione non si raggiunga la
maggioranza prescritta, occorre convocare una nuova seduta del Consiglio provinciale nella quale
per l'elezione è sufficiente il voto della maggioranza dei componenti assegnati, computando il
Presidente.
4. Il Difensore Civico dura in carica quattro anni dalla data di insediamento e può essere confermato
una sola volta con le stesse modalità elettive di cui al comma precedente.
5. Il Difensore Civico deve essere iscritto nelle liste elettorali di un Comune della Provincia e viene
scelto fra i cittadini che abbiano elevata competenza giuridico-amministrativa.
6. Non sono compatibili con l'Ufficio di Difensore Civico:
a) coloro che versino in situazioni di ineleggibilità alla carica di Consigliere provinciale.
b) i membri del Parlamento, i Consiglieri regionali, provinciali e comunali;
c) coloro che ricoprano incarichi direttivi o esecutivi nei partiti politici a livello comunale,
provinciale, regionale o nazionale;
d) coloro che abbiano subito condanne penali e/o abbiano procedimenti penali in corso.
7. L'Ufficio di Difensore Civico è, altresì, incompatibile con ogni altra carica elettiva pubblica e con
l'esercizio di attività di lavoro autonomo o subordinato, nonché libero-professionale.
8. Per l'incompatibilità originaria o sopravvenuta si applicano le procedure previste dalla legge per i
Consiglieri provinciali.
9. Il Difensore Civico può essere revocato con deliberazione del Consiglio provinciale, da adottarsi
a scrutinio segreto con lo stesso quorum richiesto per la sua elezione, per gravi motivi connessi con
l'esercizio delle funzioni.
10. Il Difensore Civico ha le seguenti prerogative:
- esercita il diritto di accesso ai documenti amministrativi mediante esame ed estrazione di copie
degli atti necessari, con il diritto di ottenere tutte le informazioni utili per l'espletamento del
mandato, senza che gli possa essere opposto il segreto d'ufficio, al di fuori dei casi previsti dalla
legge;
- accede a qualsiasi ufficio per compiervi accertamenti in ordine all'oggetto del proprio intervento,
con facoltà, inoltre, di convocare il responsabile dell'unità organizzativa competente, al fine di
chiedere notizie ed informazioni sullo stato della pratica, ovvero sulle cause degli abusi, delle
disfunzioni, dei ritardi o delle carenze denunciati;
- promuove, solo su istanza di parte e secondo le modalità stabilite nel regolamento, una
conciliazione paritetica in merito a qualsiasi controversia che possa insorgere tra amministrazione e
persone all'interno di un procedimento o di un provvedimento già adottato;
- partecipa al controllo interno sulle determinazioni dirigenziali, nei limiti e secondo le modalità
individuate dal regolamento dei controlli interni;
- esercita la tutela giurisdizionale in materia di diritti di accesso, secondo la procedura della legge
241/90 sul procedimento amministrativo;
- esercita le funzioni di garante del contribuente previsto dall'art. 13 della legge 212/2000.
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11. Il regolamento fissa le modalità con le quali i cittadini, gli enti, e le associazioni possono adire
l'ufficio del Difensore Civico, nonché le procedure ed i termini dei propri interventi.
12. Il Difensore Civico, a partire dalla data di insediamento, invia al Consiglio una relazione
sull'attività svolta nell'anno precedente, con eventuali proposte per migliorare l'azione
amministrativa.
La relazione è portata a conoscenza dei cittadini ed è discussa in Consiglio entro sessanta giorni
dalla presentazione.
13. Il Difensore Civico riferisce al Consiglio provinciale, su iniziativa propria o del Presidente, in
ordine ad aspetti generali o specifici della propria attività.
14. Il regolamento determina la dotazione organica dell'ufficio del Difensore Civico. Il personale
assegnato dipende funzionalmente dal Difensore Civico.
15. La carica di Difensore Civico è esercitata a titolo gratuito, salvi gli eventuali rimborsi delle
spese secondo le medesime modalità previste per gli amministratori dall'art. 84 del
D.Lgs.18/08/2000 n. 267 e ss.mm.
16. La Provincia può, d'iniziativa propria o degli altri enti locali, stipulare convenzioni con Comuni
della Provincia, Unioni di Comuni, Enti e altre pubbliche amministrazioni, per consentire di
avvalersi del Difensore Civico provinciale.
17. Il Difensore Civico può promuovere rapporti di collaborazione e consultazione, attraverso la
stipula di apposite convenzioni, oltre che con gli altri difensori civici, con le associazioni di tutela
dei cittadini ed utenti riconosciute sul territorio provinciale, nonché con gli altri organismi o autorità
di garanzia e di tutela dei diritti operanti a livello locale.
18. Il Difensore Civico potrà definire con i soggetti di cui al precedente comma protocolli d'intesa
che abbiano come contenuto incontri periodici, forme di consultazione ed attività di monitoraggio
sulla promozione e tutela dei diritti.