Un ponte tra Salento e Iran: il 23 marzo all’ex Convitto Palmieri voci e testimonianze per riflettere sulla questione iraniana tra passato, presente e futuro

Lunedì 23 marzo, alle 18.30, l’ex Convitto Palmieri, a Lecce, ospiterà un importante momento di riflessione e approfondimento dedicato alla complessa realtà iraniana, attraverso le voci di chi quella terra la vive, la studia o ne difende i diritti.

L’incontro, dal titolo Iran, è promosso con il patrocinio della Provincia di Lecce e realizzato in collaborazione con Associazione Istituto di Culture Mediterranee, Polo BiblioMuseale, Arci Lecce Solidarietà e sigle del panorama culturale e sociale salentino. L’ingresso è libero.

In apertura sono previsti i saluti istituzionali di Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce e di Luigi De Luca, direttore del Polo BiblioMuseale di Lecce.

Spazio, quindi, alla tavola rotonda multidisciplinare, con gli interventi di Anna Caputo, presidente Arci Lecce Solidarietà, che porterà il punto di vista dell’accoglienza e del supporto sociale; Saifeddine Maaroufi, Imam di Lecce e sociologo, per un’analisi sociologica e religiosa; Ali Minaei, attivista diritti umani e sindacalista iraniano, con una testimonianza diretta sulle lotte civili; Tania Minaei, terapista occupazionale iraniana, per il racconto della dimensione quotidiana e professionale; Paolo Paticchio, presidente Associazione Istituto di Culture Mediterranee; Claudio Stefanazzi, deputato del Parlamento italiano, Ubaldo Villani Lubelli, presidente del Corso di Laurea in Governance Euromediterranea di UniSalento.

Il dibattito sarà animato anche dal contributo degli studenti iraniani dell’Università del Salento, che offriranno la prospettiva delle nuove generazioni in esilio accademico. L’incontro, infatti, vuole essere non solo un’analisi politica, ma anche un ponte umano tra il Salento e l’Iran, esplorando le dinamiche migratorie, la tutela dei diritti umani e il ruolo della governance euromediterranea in un contesto di crisi globale.

“In un tempo segnato da una guerra che continua a generare dolore, instabilità e nuove fratture nel tessuto globale, sentiamo ancora più forte il dovere di creare luoghi di ascolto e di confronto. L’Iran non è un capitolo distante della geopolitica: è una storia che da millenni attraversa il Mediterraneo, che tocca le nostre comunità, che interroga la nostra idea di libertà e di giustizia. Dare spazio alle testimonianze di chi quella realtà la vive o la porta nel proprio vissuto quotidiano significa affermare che, anche in mezzo al rumore dei conflitti, la voce dei diritti umani non può essere soffocata. Questo incontro nasce per costruire ponti di comprensione, conoscenza e responsabilità”, evidenzia Paolo Paticchio, presidente dell’Associazione Istituto di Culture Mediterranee.