Oltre 2.500 partecipanti, più di 100 operatori e collaboratori tra medici, fisioterapisti, infermieri, psicologi, educatori, Oss, personale sanitario e sociosanitario, professionisti e volontari, giovani laureandi e laureande in Medicina. Sono questi i numeri de “Il Mare di Tutti 2026”, il progetto di fisioterapia che incontra il mare per il benessere delle persone con patologie neurologiche, promosso da Sclerosi Multipla Associazione Italiana Sunrise Onlus (Smaiso) e patrocinato, tra gli altri, dalla Provincia di Lecce. Presentato presso la sede di Palazzo Adorno in occasione dell’avvio del 6 luglio, ha chiuso le attività “sul campo” nei giorni scorsi.
Il progetto ha attraversato il Salento, da Mancaversa a Torre Vado, da San Foca a Gallipoli, trasformando il mare in un ambiente nel quale fisioterapia, assistenza, prevenzione, sicurezza, relazione e vita quotidiana hanno potuto incontrarsi.
Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce, che è stata sempre al fianco del progetto, evidenzia: “Il senso più profondo è nel nome stesso di questa iniziativa, preziosa per l’intera provincia di Lecce. Il mare è di tutti quando ciascuno può viverlo insieme agli altri, con la propria condizione, le proprie possibilità, le proprie fragilità. È questa, credo, la forza di un progetto che sceglie una spiaggia libera e non uno spazio separato, e coinvolge persone con vite diverse che condividono gli stessi luoghi e le stesse esperienze. L’inclusione diventa possibile proprio quando la fragilità smette di essere confinata e diventa parte della vita della comunità. Quando non chiediamo alle persone di adattarsi a luoghi pensati senza di loro, ma organizziamo quei luoghi perché possano essere vissuti da tutti. È questo il valore del lavoro di Maria De Giovanni e della grande rete di professionisti, volontari, istituzioni e associazioni costruita intorno a “Il Mare di Tutti”, che ha una filosofia precisa e vincente, non soltanto offrire un servizio, ma contribuire a cambiare concretamente il modo in cui una comunità vive e riconosce le differenze”.
Il successo della IX edizione va oltre i numeri e si svela attraverso alcune delle storie dei protagonisti che, durante questa esperienza, hanno portato paure, desideri, speranze, vite completamente diverse, e che racchiudono il senso profondo del progetto. A Mancaversa è arrivato, da Torino, un bambino affetto da una grave condizione neurologica, accolto dall’équipe medica e paramedica che lo ha accompagnato nell’esperienza del mare con la sua famiglia. A Torre Vado il progetto ha accolto un gruppo di ragazzi con differenti forme dello spettro autistico, persone con sclerosi multipla e altre patologie neurologiche costruendo attorno a loro un’esperienza calibrata sulle singole necessità, e un ragazzo con tetraparesi che, guardando alcuni coetanei giocare a pallone in mare, ha voluto partecipare. A San Foca questa visione ha incontrato anche la prevenzione e la sicurezza sanitaria, con centinaia di controlli cardiologici, inserendo l’esperienza marina in una dimensione di attenzione clinica, che distingue il progetto da una semplice attività ricreativa. Poi da Mestre è arrivata una donna quasi centenaria, che vive davanti al mare senza riuscire più ad entrarci e che, a Mancaversa, circondata da una squadra di sei sanitari e operatori, ha superato questa paura. Ed ancora, un medico con sclerosi multipla arrivato da Monza e un uomo proveniente da Milano affetto da una grave patologia: due storie diverse, con in comune la scelta di raggiungere il Salento per vivere questa esperienza. Persino alcuni professionisti sanitari arrivati sulla costa salentina per trascorrere le proprie vacanze, vedendo ciò che accadeva sulla spiaggia libera, hanno scelto di unirsi spontaneamente alla squadra. Ed, infine, un bambino irlandese di quattro anni e mezzo è diventato, senza saperlo, il simbolo dell’accoglienza.

“La rivoluzione silenziosa è non chiedere alla persona fragile di adattarsi a un mondo che non la contempla, ma modificare il modo in cui quel mondo viene vissuto, affinché possa diventare realmente abitabile da tutti”, è il mantra dell’ideatrice Maria De Giovanni. “Il Mare di Tutti dimostra che una spiaggia può diventare luogo di riabilitazione senza trasformarsi in ambulatorio, che un’équipe sanitaria può lavorare dentro uno spazio naturale senza snaturarlo, che una persona con una grave patologia può vivere il mare accanto agli altri e che una famiglia può tornare a fare qualcosa che aveva smesso di considerare possibile. E’ una realtà che cambia lo sguardo di migliaia di persone e permette a ciascuno di vivere con ciò che è. Il mare appartiene a chiunque ha ancora un sogno da realizzare. E quest’estate, sulle spiagge del Salento, quei sogni hanno avuto un nome, un volto, una squadra di professionisti e centinaia di mani pronte a sostenerli. Il Mare di Tutti. Per tutti. Con tutti. E’ una comunità professionale e umana che continua ad allargarsi ogni volta che qualcuno decide di esserci. La fisioterapia rimane il cuore tecnico dell’esperienza, ma attorno ad essa c’è un sistema fatto di competenze diverse che lavorano insieme affinché la persona possa essere accompagnata nella sua interezza. E tutto questo avviene in una spiaggia libera perché la scelta è quella di non costruire un luogo diverso per persone diverse, non si costruiscono strutture permanenti, non si lasciano attrezzature mobili sulla sabbia: ciò che serve viene montato e utilizzato durante la giornata e poi completamente rimosso, restituendo ogni volta il luogo alla sua naturale funzione e alla collettività”.
Il progetto ha potuto contare nel 2026 sul sostegno e sulla collaborazione della Provincia di Lecce, dell’ASL di Lecce e dei Comuni di Taviano, Melendugno, Calimera, Morciano di Leuca e Parabita, oltre al supporto di Banca Popolare Pugliese e dell’Associazione Alessia Pallara; sul piano del contributo organizzativo e logistico hanno partecipato: Associazione Italiana Donne Medico di Lecce, Lions Club Casaranello Arte e Cultura e Fidapa- sezione di Gallipoli, insieme alle altre realtà che fanno parte della rete del progetto. L’edizione 2026 ha inoltre ricevuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.
