“Devolveremo l’importo risarcitorio definito dal Tribunale a progetti collettivi per la diffusione della cultura della legalità coinvolgendo le scuole e per percorsi di cittadinanza attiva nelle aree più fragili delle nostre città”. È il commento del presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino alla sentenza n. 496/2026, di cui ha dato lettura nella serata del 15 luglio il Giudice dell’Udienza Preliminare Dr. Stefano Sala, e con cui Tribunale di Lecce condanna gli imputati, contro i quali la Provincia di Lecce si è costituita parte civile, al pagamento di € 460.000,00 euro a titolo di risarcimento del danno inferto alla parte civile costituita Provincia di Lecce.
La Provincia di Lecce, attraverso la propria Avvocatura, è stata il solo ed unico Ente Locale ad essersi costituito parte civile nel maxiprocesso relativo alle operazioni contro narcotraffico e riciclaggio denominate “Lockdown” e “Ultima Fermata” al fine di manifestare la propria ferma opposizione alla criminalità organizzata, difendere gli interessi della comunità e ottenere dunque il ristoro per i danni reputazionali nei confronti del territorio salentino derivanti dalle condotte criminose ascritte agli imputati.
Il G.U.P. del Tribunale di Lecce, con due distinte ordinanze, aveva ammesso la Dichiarazione di costituzione di parte civile depositata dall’Ente di Palazzo dei Celestini nei procedimenti penali contro imputati del delitto di associazione mafiosa di cui all’art. 416 bis c.p., con riferimento ai capi di imputazione n.1 e n 4A delle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla DDA.
“La sentenza di cui ha dato lettura il GUP e nella quale trova spazio il risarcimento per la Provincia – continua Tarantino - conferma la bontà dell’impostazione che ci siamo dati, d’intesa con la nostra Avvocatura, in questa vicenda. Le condotte criminose sono un danno economico, sociale ma anche d’immagine nei confronti di tutta la nostra comunità e per questo abbiamo agito costituendoci parte civile. Per tale ragione assumiamo, già da ora, l’impegno a utilizzare le somme risarcitorie a favore di progetti specifici per la diffusione della legalità, coinvolgendo i più giovani e le scuole della nostra provincia, ma anche per percorsi di cittadinanza attiva e promozione sociale nelle aree delle nostre città dove emergono aspetti più critici legati alle attività criminali”.
