Cibo, tradizione e sviluppo sociale: è tutto pronto per l’edizione 2026 della “Festa della Cazzateddha”, che si svolgerà dal 3 al 5 luglio, a Surbo, sul piazzale antistante la Chiesa di Santa Lucia.
L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è promossa dal Comitato Festa di Santa Lucia, in collaborazione con l’omonima Parrocchia e con il patrocinio della Provincia di Lecce e del Comune di Surbo.
La finalità dei tre giorni di festa è quella di far conoscere e degustare la cazzateddha, prodotto tipico della tradizione culinaria surbina. Riconosciuto come PAT (Prodotti agroalimentari tradizionali italiani), la sua preparazione dal vivo è affidata alle mani esperte delle donne e degli uomini del Paese, diventando occasione di trasmissione dei saperi e incontro tra generazioni.
Il programma e le iniziative collaterali alla manifestazione sono state illustrate oggi a Palazzo Adorno a Lecce, dal sindaco di Surbo Ronny Trio, con l’assessore alle Attività produttive Pierluigi Bianco, dal presidente del Comitato Festa Santa Lucia Jons Longo, dal parroco don Antonio Sozzo e dalla maestra Andrea Celeste della scuola di danza Carlotta Martella.

Alla degustazione delle cazzathedde e di altri prodotti tipici salentini preparati dai volontari, si affiancherà la parte di intrattenimento della Festa. Gli ospiti di quest’anno sono il gruppo di pizzica Mascarimirì (venerdì 3 luglio), il viaggio nella storia della musica dagli anni Settanta ad oggi attraverso il video show live di Party Salento (sabato 4 luglio) e lo spettacolo di danza “Nei nostri passi…per sempre“, proposto dal Centro Danza e Teatro Carlotta Martella (domenica 5 luglio).

Inoltre, il Comitato, attraverso la Festa, raccoglierà fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche della Chiesa di Santa Lucia, per dare la possibilità, a chi ha problemi di deambulazione, di accedere agevolmente nel salone e negli altri spazi dell’oratorio “Angelo Leone”. Da poche settimane è già iniziata la costruzione della struttura.
La “Festa della Cazzateddha”, nell’intento degli organizzatori, è più di un evento enogastronomico, è un momento identitario radicato nella storia e nella vita della comunità surbina, che unisce tradizione, partecipazione, impegno sociale e solidarietà.
