Domani, giovedì 5 marzo, alle 10, il Museo Castromediano, a Lecce, ospiterà il convegno “Abitare il Mediterraneo. Tra decolonialità, diritti e differenze”, organizzato dall’Associazione Istituto di Culture Mediterranee (AICM), in collaborazione con l’Università del Salento, la Provincia di Lecce ed il Polo Biblio Museale di Lecce.
Promossa in occasione della presenza dell’opera di Michelangelo Pistoletto “Love Difference”, attualmente esposta negli spazi museali, l’iniziativa nasce proprio dal dialogo con l’opera dell’artista, che da anni individua nel Mediterraneo non solo un mare, ma uno spazio simbolico di relazione, conflitto, scambio e responsabilità.
Apriranno i lavori, con il loro saluto, il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, la rettrice dell’Università del Salento Maria Antonietta Aiello, il direttore del Polo Biblio-museale di Lecce Luigi De Luca, l’assessora alla Cultura della Regione Puglia Silvia Miglietta e il presidente dell’Associazione Istituto di Culture Mediterranee Paolo Paticchio.
Seguiranno gli interventi di Mariano Longo, direttore del Dipartimento di Studi Umani e Sociali dell’Università del Salento, Giuseppe Moro, professore ordinario di Sociologia generale dell’Università di Bari, Irene Strazzeri, professoressa associata di Sociologia generale dell’Università del Salento, Marta Vignola, professoressa associata di Sociologia giuridica dell’Università del Salento e Claudio Prima, musicista e compositore, il cui contributo artistico accompagnerà la riflessione teorica.
Con la sua potente rappresentazione cartografica e cromatica, l’opera “Love Difference” di Pistoletto invita a ripensare il Mediterraneo come luogo di incontro tra differenze, come laboratorio politico e culturale, come terreno su cui misurare la capacità dell’Europa e delle sue istituzioni di confrontarsi con le proprie contraddizioni storiche.
Il convegno intende raccogliere questa sollecitazione, proponendo una riflessione teorica e critica sul Mediterraneo come spazio epistemologico e giuridico. Non semplicemente un’area geografica, ma una configurazione storica che consente di interrogare il paradigma moderno dei diritti umani e, più in generale, l’architettura del diritto occidentale.
“Come Istituto di Culture Mediterranee sentiamo la responsabilità di costruire spazi di confronto capaci di restituire complessità a un mare che oggi è al centro del mondo per guerre, terrorismo e tensioni globali. La collaborazione con l’Università del Salento ci permette di intrecciare ricerca, formazione e impegno civile, offrendo strumenti per leggere il Mediterraneo non come un confine problematico, ma come un orizzonte culturale e politico da comprendere e trasformare. Il pensiero meridiano di Franco Cassano ci invita a guardare questo mare con uno sguardo capace di ascolto e di relazione: una prospettiva che oggi diventa essenziale per immaginare un nuovo Mediterraneo, non solo teatro di crisi, ma come luogo possibile di dialogo, convivenza e pace”, dichiara il presidente dell’Istituto di Culture Mediterranee Paolo Paticchio.
