Si rafforza l’alleanza tra Provincia di Lecce e partenariato economico sociale del territorio per contrastare concretamente il fenomeno del dumping contrattuale e promuovere legalità ed equità nel mondo del lavoro.
Questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini, è tornata a riunirsi l’Unità Operativa per lo Sviluppo (UOS), convocata dal presidente della Provincia Fabio Tarantino per affrontare il tema del “buon lavoro”, in continuità con il percorso avviato dal Vademecum sottoscritto in Prefettura, nel dicembre scorso.

“La Provincia sostiene attivamente il percorso di contrasto al dumping contrattuale e intende estenderlo a tutti i settori lavorativi. Attraverso il dialogo con le parti sociali, puntiamo a rafforzare la contrattazione collettiva di qualità, a garantire l’efficacia delle politiche di tutela del lavoro e diritti equi per tutti i lavoratori e le lavoratrici. La questione del buon lavoro è al centro della nostra attenzione perché può condizionare la scelta di tanti giovani di restare o meno nel nostro territorio”, evidenzia Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce.

All’incontro hanno partecipato il direttore generale della Provincia di Lecce Andrea Romano, il dirigente del Servizio Politiche europee Carmelo Calamia e i partner dell’UOS, organismo permanente creato dalla Provincia di Lecce, composto da Università del Salento, Anci Puglia, Camera di commercio, Consorzio ASI, Confindustria, Api, Confartigianato, CNA, Lega coop, Confcooperative, Cia, Coldiretti, Unione provinciale agricoltori Cgil, Cisl, Uil, CISAL, Ugl, Confcommercio, Confesercenti, Claai.
Dal confronto odierno è scaturita la proposta unitaria, da parte dei partner dell’UOS, di sottoscrivere uno specifico Protocollo d’intesa, che vedrà la Provincia come soggetto coordinatore, con l’obiettivo di contrastare il dumping contrattuale, incentivare l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative, promuovere trasparenza e legalità nelle procedure d’appalto.

Il dumping contrattuale consiste nell’applicazione, da parte di alcune imprese, di contratti collettivi stipulati da organizzazioni scarsamente rappresentative. Tali contratti prevedono condizioni economiche e normative inferiori rispetto a quelle garantite dai contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative del settore. Le conseguenze sono significative: per i lavoratori, che subiscono trattamenti peggiorativi; per le imprese, costrette a competere in un mercato distorto; per la collettività, che registra minori entrate fiscali e contributive.
A conclusione della riunione odierna, inoltre, è stato fatto il punto sullo stato di attuazione dei Patti territoriali e sulle prossime azioni da intraprendere.
