“La DMO deve avere un’anima, e quell’anima nasce da una programmazione e da una visione politica chiare: decidere quale modello di turismo vogliamo costruire per il Salento e tradurlo in azioni concrete. Il confronto con esperienze consolidate, come quella di Bologna, deve servirci proprio a questo, non a replicare modelli nati altrove, ma a capire da dove partire e individuare già una prima linea di intervento”.

Con questo messaggio il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino è intervenuto oggi al Convegno sulla Destination Management Organization Salento ospitato questa mattina presso la Camera di Commercio a Lecce, incentrato sulla gestione degli attrattori turistici locali e sui modelli di valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, con la partecipazione di Fondazione Bologna Welcome. La DMO nasce proprio per coordinare l’offerta turistica in un unico sistema, in modo da migliorare la gestione.
Chiara la visione e pronte le proposte del presidente Tarantino: “Credo che uno degli ambiti su cui lavorare possa essere la gestione integrata degli attrattori e la costruzione di percorsi capaci di mettere in rete il nostro patrimonio diffuso, dai siti culturali e archeologici alla ceramica, alla cartapesta, ai cammini religiosi. Significa anche qualificare la gestione, formare nuove competenze e costruire un’offerta capace di generare una domanda diversa”.

“La destagionalizzazione, infatti, non si realizza semplicemente promuovendo il Salento nei mesi invernali, bisogna creare le ragioni per venire qui a ottobre, novembre, gennaio, febbraio e marzo. È su questo terreno che la DMO può dimostrare concretamente la propria utilità, distribuendo meglio i flussi nel tempo e nello spazio, sostenendo l’economia locale e preservando l’identità dei luoghi. Il passaggio che dobbiamo compiere è dalla promozione della destinazione alla sua gestione, con una strategia condivisa e obiettivi misurabili”, ha concluso.

