I lavori del Consiglio provinciale odierno: approvato il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025 e votata la richiesta al Governo del riconoscimento del territorio della provincia di lecce quale Area di crisi agricola

Si è svolta oggi una nuova seduta del Consiglio provinciale di Palazzo dei Celestini.

Via libera da parte dell’assise consiliare al Bilancio consolidato, stato patrimoniale e conto economico al 31 dicembre 2025 della Provincia di Lecce. Approvato con 9 voti favorevoli e 7 astenuti il documento espone la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Provincia di Lecce di cui fanno parte, oltre che la stessa Provincia, i suoi principali enti strumentali e società partecipate, cioè Alba Service, Nuova Salento Energia, Celestini, Stp, Consorzio Asi.

Dopo aver ratificato una serie di provvedimenti presidenziali, il Consiglio, dopo un’ampia discussione  di merito, che ha visto succedersi gli interventi dei consiglieri provinciali, ha votato all’unanimità la richiesta al Governo nazionale, per il tramite della Regione Puglia, del riconoscimento del territorio della provincia di Lecce quale area svantaggiata o area di crisi agricola.

Con il provvedimento il Consiglio “esprime pieno sostegno istituzionale della Provincia di Lecce alle istanze promosse dalla piattaforma Flai Puglia - Alpaa Puglia a tutela del settore agricolo salentino, dei lavoratori della filiera e della salvaguardia del territorio; chiede al Governo nazionale, per il tramite della Regione Puglia, il riconoscimento dell’intero territorio della provincia di Lecce quale “Area svantaggiata” ovvero “Area di crisi agricola”, in deroga ai criteri ordinari vigenti, in ragione della natura eccezionale, sistemica e permanente della crisi socio-economica e ambientale causata dall’epidemia di xylella fastidiosa”.

L’assise chiede “al Governo nazionale, per il tramite della Regione Puglia, la sospensione del pagamento dell’Imu sui territori agricoli, nonché la sospensione del pagamento del tributo 630 relativo ai Consorzi di Bonifica su tutto il territorio della provincia di Lecce”.

Si chiede, anche, “l’attivazione, sempre per il tramite della Regione Puglia, di misure straordinarie di sostegno e di compensazione, tra cui agevolazioni e compensazioni per aziende agricole, cooperative, frantoi e lavoratori; interventi strutturali su crisi idrica, prevenzione incendi, logistica e mobilità; programmi di ripopolamento delle aree interne e rurali; strumenti dedicati alla continuità produttiva e alla difesa del settore primario salentino”.

Contestualmente “si invita la Regione Puglia a farsi parte attiva, assumendo l’istanza e trasmettendola alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) e alle competenti sedi dell’Unione Europea”.

La richiesta approvata dal Consiglio viene trasmessa, per conoscenza, alla Presidenza della Regione Puglia, all’Assessorato regionale all’Agricoltura, a parlamentari e consiglieri regionali eletti nel territorio, alla Prefettura di Lecce, alla Flai Cgil Puglia e Alpaa Puglia, alle associazioni di categoria del settore agroalimentare, ai sindaci dei Comuni del territorio della provincia di Lecce, invitandoli all’adozione da parte dei propri Consigli comunali.

“Con il voto unanime di oggi il Consiglio provinciale porta la crisi agricola del Salento sul terreno della responsabilità politica nazionale. La xylella ha devastato una parte fondamentale della nostra economia, compromettendo la capacità produttiva delle imprese, l’occupazione e il reddito di migliaia di famiglie. Dopo oltre dieci anni, questa crisi non può più essere affrontata con strumenti ordinari. Chiediamo il riconoscimento del territorio della provincia di Lecce quale Area di Crisi Agricola o Area Svantaggiata, con risorse aggiuntive, agevolazioni e maggiori garanzie per l’accesso al credito. Non basta confermare gli aiuti esistenti, occorre un impegno economico straordinario”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino.

Che ha aggiunto: “Sui reimpianti chiediamo alla Regione di salvaguardare la graduatoria dell’articolo 6. Bene il sostegno alle cooperative, ma non possiamo lasciare indietro i singoli agricoltori, soprattutto in un territorio dove la proprietà è fortemente frammentata. Altrettanto importante è difendere in Europa l’autonomia delle risorse destinate alla PAC, evitando che i fondi agricoli possano essere sottratti al settore per finanziare altre esigenze”.

“La manifestazione di Maglie ha espresso con chiarezza le difficoltà e le richieste del mondo agricolo. Oggi diamo a quelle richieste una risposta politica unitaria. Il territorio della provincia di Lecce non chiede privilegi, ma risorse proporzionate ai danni subiti. E soprattutto non può permettersi altri anni di attesa, senza interventi straordinari rischiamo di perdere definitivamente imprese, lavoro e capacità produttiva”, ha concluso il presidente Tarantino