Pari opportunità: via libera al Piano triennale di azioni positive della Provincia di Lecce

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“Da vicepresidente con delega alle pari opportunità sono orgogliosa che la Provincia di Lecce abbia predisposto e approvato il Piano triennale di Azioni Positive, che sono un caposaldo delle politiche di pari opportunità e uno strumento essenziale di realizzazione dell’eguaglianza sostanziale. Le pari opportunità sono un obiettivo del patto fondante della convivenza civile e, quindi, del nostro governo. Le amministrazioni pubbliche, infatti, svolgono un ruolo propositivo e propulsivo fondamentale per la rimozione di ogni forma di discriminazione, sia diretta che indiretta, nei luoghi di lavoro”.

Così Federica Esposito, vicepresidente della Provincia con delega alle Pari opportunità, commenta l’approvazione, con provvedimento del presidente Stefano Minerva, del Piano di azioni positive della Provincia di Lecce per il triennio 2020- 2022.

Il Piano di Azioni Positive si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dalla Provincia di Lecce per dare attuazione agli obiettivi di pari opportunità, così come prescritto dal “Codice delle pari Opportunità tra uomo e donna” (Decreto legislativo 11 aprile 2006 n. 198, articolo 48) e rappresenta uno strumento per offrire a tutti i dipendenti la possibilità di svolgere il proprio lavoro in un contesto organizzativo sicuro, coinvolgente e attento a prevenire situazioni di malessere e disagio.

Con il Piano, quindi, la Provincia di Lecce intende favorire l’adozione di misure specifiche che garantiscano effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale e che tengano conto anche della posizione delle lavoratrici e dei lavoratori in seno alla famiglia, con particolare riferimento: agli orari di lavoro; alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; all’individuazione di concrete opportunità di sviluppo di carriera e di professionalità, anche attraverso l’attribuzione degli incentivi e delle progressioni economiche; all’individuazione di iniziative di informazione e formazione finalizzate a diffondere un modello culturale improntato alla promozione delle pari opportunità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Tra gli obiettivi generali del Piano: assicurare condizioni di parità e pari opportunità per tutto il personale dell’Ente, puntando ad eliminare eventuali differenze di genere; promuovere la comunicazione e la diffusione delle informazioni sui temi delle pari opportunità; facilitare le pari opportunità in materia di formazione, di aggiornamento e di qualificazione professionale, considerando anche la posizione delle donne lavoratrici in seno alla famiglia; facilitare l’utilizzo di forme di flessibilità orarie finalizzate al superamento di situazioni di disagio o, comunque, alla conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro; proseguire nella sperimentazione del Lavoro Agile (Smart working), avviato in seguito all’emergenza sanitaria del Covid 19 nel mese di marzo 2020, quale strumento per migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; promuovere, anche in sinergia con altri Enti, la definizione di interventi miranti alla diffusione della cultura delle pari opportunità, nell’ambito degli organi istituzionali della Provincia e coinvolgendo anche altri Enti dell’intero territorio provinciale.

Le Azioni positive sono misure che mirano a rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità dirette a favorire l’occupazione femminile e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro. Il Piano della Provincia di Lecce ne prevede sei, tra cui il rinnovo del Comitato unico di garanzia per il quale è stato già pubblicato un Avviso rivolto a tutti i dipendenti dell’Ente. In particolare, sono queste le Azioni positive programmate:

• Azione 1: Favorire una migliore organizzazione del lavoro al fine di coniugare benessere, produttività, efficienza, merito e flessibilità nei luoghi di lavoro; promuovere pari opportunità fra uomini e donne in condizioni di disagio al fine di trovare una soluzione che permetta di poter meglio conciliare la vita professionale con la vita familiare.

• Azione 2: Favorire il reinserimento lavorativo del personale che rientra dal congedo di maternità, o dal congedo di paternità, o da congedo parentale, o da assenza prolungata dovuta ad esigenze familiari, sia attraverso l’affiancamento da parte del Dirigente/Funzionario o di chi ha sostituito la persona assente, sia attraverso la predisposizione di apposite iniziative formative per colmare le eventuali lacune.

• Azione 3: In presenza di particolari esigenze dovute a documentata necessità di assistenza e cura nei confronti di disabili, anziani, minori e su richiesta del personale interessato, potranno essere definite, in accordo con le organizzazioni sindacali, forme di flessibilità orarie per periodi di tempo limitati.

• Azione 4: Rinnovare il Comitato unico di garanzia (CUG), quale organismo di garanzia che esercita compiti propositivi, consultivi e di verifica ai sensi della Direttiva n. 2/2019.

• Azione 5: Promuovere, anche avvalendosi del CUG, percorsi formativi e informativi che coinvolgano tutti i livelli dell’amministrazione, inclusi i dirigenti e i funzionari apicali, che assumono il ruolo di catalizzatori e promotori in prima linea del cambiamento sui temi della promozione delle pari opportunità e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Garantire la partecipazione dei propri dipendenti a corsi di formazione e di aggiornamento professionale in rapporto proporzionale tale da garantire pari opportunità, adottando le modalità organizzative idonee, articolandoli in orari e sedi tali da renderli accessibili anche a coloro che hanno carichi di famiglia oppure orario di lavoro part-time.

• Azione 6: Promuovere attività di informazione e comunicazione, e/o incontri a tema, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, sul tema delle pari opportunità e del benessere lavorativo, anche in collaborazione con la Consigliera di Parità e la Commissione provinciale Pari opportunità. Assicurare, nelle Commissioni di concorso e selezione, la presenza di almeno un terzo dei componenti di sesso femminile.